Il Tirreno

Pensionato? No Fa il controllore di tutta la città

 Pensionato? No Fa il controllore di tutta la città

Si muove in bici, sistema i fiori, pulisce fontane E scrive al Comune la lista di quello che non va

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MASSA. La camicia non gli piace, non gli è mai piaciuta. La camicia dice poco di lui, con la sua identità non c’entra nulla. Poco rispondente - ne è convinto - alla concretezza e all’azione di cui ha fatto la sua cifra. Per lavorare serve la maglietta.

Giuseppe Ianni, 63 anni, 42 in fabbrica, 38 con la casacca del Pignone. Poi la pensione e la scoperta che un contributo sociale importante si può dare anche uscendo dal lavoro. Lui, una storia a sinistra, presidente del quartiere centro città, negli anni ’90, in quota Pds, è la sentinella della città. In sella alla bicicletta, estate e inverno, dai monti al mare, segnala quello che non va. Non un’attività da dilettante, ma un impegno organizzato con tanto di scadenze e recapiti telefonici. Perché Giuseppe Ianni, ogni lunedì, nei mesi scorsi, si è presentato puntuale all’ufficio di Uilian Berti, vicesindaco e assessore all’ambiente, con tanto di lista tra le mani: il lampione rotto, la buca in strada, il cordolo spezzato, la pianta malata. All’ufficio Urp del Comune lo vedono e già sono pronti ad inserire il suo nome nel sistema segnalazioni digitali: «Ormai mi conoscono benissimo, lì sono di casa. Ho in agenda anche il numero dell’ufficio tecnico del Consorzio bonifica, lo chiamo frequentemente e - aggiunge - con risultato. Con il Consorzio ho fatto anche sopralluoghi, se passeggio lungo il fiume e noto qualcosa che non va, contatto i responsabili e chiedo un intervento. Per ripulire gli argini, per mettere in sicurezza la chiesina di San Leonardo». Segnalazioni, ma non solo perché il rituale mattutino di Giuseppe non prevede soltanto la pedalata per le vie del centro, ma include anche qualche lavoretto per rimettere a posto quello che non va: «La prima tappa la faccio in piazza Garibaldi, ma lì devo dire che l’addetto alla pulizia fa il suo lavoro in maniera eccellente. Poi risalgo la passeggiata dove - Ianni lo ha già fatto presente - la resina degli alberi sta rovinando luci e pavimentazione». In piazza Aranci comincia il lavoro: «Controllo le piante, tolgo bottiglie e cicche dalle aiuole poi svuoto le vasche». I leoni, in effetti, non se la passano troppo bene: «Tolgo i rifiuti dalle fontane e li getto nei cestini o a terra se so che deve ancora passare la spazzatrice». Poi dà un’occhiata alle fioriere sistemate per impedire l’accesso delle auto all’area pedonale: «Vengono spostate o rimosse, soprattutto nel giorno di mercato. Io controllo ogni mattina e se non sono al proprio posto, provvedo io».

Giuseppe un salto lo fa anche in piazza del Mattatoio dove, da presidente di quartiere, aveva fatto installare la fontana “del Pascoli”: «Da quelle parti di lavoro ce n’è da fare tanto, la manutenzione è davvero poca». Ma la verve polemica - assicura - non c’è: «Voglio contribuire, non attaccare. Tutto nasce dall’amore per la nostra città che merita di essere valorizzata. E l’arredo urbano non è dettaglio, è riconoscere a Massa che merita di essere bella». Merita e lui ci prova.

Chiara Sillicani

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