Il Tirreno

No Arancione al Volpi bis «Noi vogliamo le primarie»

di Manuela D’Angelo
No Arancione al Volpi bis «Noi vogliamo le primarie»

Il consigliere Brizzi si fa avanti, ma aggiunge: abbiamo anche un nome nuovo E propone la riunificazione di tutto il centrosinistra in vista delle elezioni 2018

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MASSA. Non sono così lontane, come qualcuno pensa, le prossime elezioni amministrative di Massa. Il 2018, per gli addetti della politica, è fin troppo alle porte; la brace è pronta, la carne inizia ad esser messa al fuoco.

Non è passata inosservata, ad esempio, l’intervista dell’imprenditore Emanuele Ricciardi, pronto a lanciare un ponte tra i due Pd locali, quello dei rinnovatori (sotto l’ala protettrice di Giacomo Bugliani, giovane consigliere regionale e comunale renziano) e quello dei conservatori (che ancora si richiamano al nome del deputato Andrea Rigoni): «Come al solito un dibattito sterile tutto interno al Partito Democratico - commenta Fabrizio Brizzi, leader della 28 Aprile e consigliere degli Arancioni all’opposizione in consiglio a Massa- qui ci si dimentica che il centrosinistra è anche altro dal Pd e soprattutto che il Pd ormai a Massa non potrà più essere autosufficiente».

Brizzi parla delle prossime elezioni amministrative e scopre già qualche carta: «Chiederemo le primarie del centrosinistra; lo faremo come forza di centrosinistra ancora molto presente sul territorio. Anzi, più forte di qualche anno fa. Non ci faranno digerire un “Volpi bis” senza le primarie. Se Volpi vorrà essere di nuovo il sindaco della città, che si sottoponga alle primarie. Noi avremo il nostro candidato».

Brizzi, naturalmente, non fa nomi, ma neanche si sottrae: «Sarei disponibile a mettermi a disposizione della mia associazione, se ce ne fosse bisogno, ma un nome nuovo da proporre lo abbiamo anche noi». Gli Arancioni, però, potrebbero non avere la forza per chiedere le primarie, visto che non sono né in maggioranza, né in coalizione e visto che proprio i partiti che ruotano attorno al sindaco Alessandro Volpi potrebbero decidere di non avvalersi di questo strumento e di riproporre il sindaco uscente: «Ci devono dire di no ufficialmente - commenta Brizzi- ci dicano che la città merita a scatola chiusa altri 5 anni di amministrazione Volpi e che non ci sono alternative e noi prenderemo le nostre decisioni successive».

Quali? È ovvio: «Correremo soli, con un candidato a sindaco forte, appoggiato da buona parte degli ex amici di Volpi». Le strategie appaiono già più chiare: gli Arancioni non sono poi così isolati: «Una parte del Pd scontenta è con noi- dice Brizzi- una parte del Psi, con l’appoggio dei carraresi, sta facendo battaglia al sindaco e alle sue ultime nomine e richieste e non lo appoggerà; abbiamo con noi tantissime associazioni che nel 2013 fecero campagna ad Alessandro Volpi credendo nell’antipolitica, nel civismo e nell’alternativa proprio a quel Pd in cui poi è entrato con tutte le scarpe e la giunta. I tempi non sono più favorevoli per quel boom che ottenne nel 2013 e lui lo sa».

La guerra a Volpi non è ancora stata dichiarata perché gli Arancioni dimostrano un intento diverso: «Un centro sinistra unito, che si confronti alle primarie - spiega Brizzi- e che appoggi Volpi solo se lo decreteranno vincitore; ma non a scatola chiusa».

La lotta inoltre non è soltanto politica secondo Brizzi, ma è soprattutto programmatica: «Non abbiamo nulla di personale contro il sindaco, è ovvio. Siamo solo stupefatti davanti all’immobilismo di questa amministrazione, allo stallo completo su decisioni importanti come sanità, urbanistica, turismo. Volpi - prosegue il consigliere Arancione - ha rappresentato al meglio la vecchia politica, ha fatto marcia indietro su tutto, ha perso consensi, non ha una maggioranza coesa; non ha neanche i numeri, spesso, in consiglio: per poco non riuscivano neanche ad approvare gli assestamenti di bilancio senza l’opposizione; ma noi speriamo ancora in un centro sinistra unito» .

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