Finanza
«Alga? Pulite le scogliere»
Il bagnino Locorotondo: le opere fatte vanno mantenute
MASSA. Scogliere o non scogliere? La versione da spiaggia del dubbio amletico sorge dopo la diffusione dell’alga Ostreopsis Ovata e l’ipotesi che a favorirne la fioritura massiccia sia lo scarso ricambio d’acqua all’interno delle vasche, delimitate appunto dalle scogliere.
Sul tema interviene anche Ambrogio Locorotondo: per anni la sua famiglia è titolare del bagno “La Conca d’oro”, Ambrogio sul mare ci nasce e ci cresce, è bagnino e negli anni ’60 le scogliere le vede sorgere: «L’idea è nata in un’epoca di grande successo del turismo apuano che ha puntato sulla scoperta del territorio e su una concorrenza “popolare”. Fu allora che si pose la necessità di scelte importanti per salvare Marina di Massa dal fenomeno erosivo crescente. Sul litorale il Comune mandò i suoi tecnici perché informassero i balneari che la scelta delle scogliere si basava su una formula ben articolata e convincente».
Ben vengano, le scogliere quindi, garanzia della sopravvivenza dell’arenile, a patto però - e Locorotondo lo sottolinea con forza - che le strutture siano regolarmente pulite e mantenute: «Le scogliere davano, e danno, precise garanzie di assolvere il proprio compito. Ma già nei primi anni dopo la loro creazione, si sperimentò che avevano bisogno di una continua manutenzione. Qualcuno - prosegue Locorotondo - propone ora di eliminarle, ma la scelta sarebbe, come mi è stato riferito anche da chi opera nel settore, una “pura follia”, piuttosto - aggiunge - si monitori con continuità lo stato delle scogliere e si prendano i dovuti provvedimenti perché funzionino al meglio».
E se una delle contestazioni mosse alle scogliere è quella di favorire il ristagno delle acque, quindi il proliferare delle alghe, Locorotondo aggiunge: «Come eliminare il rischio alga? Beh, pulendo le scogliere e garantendo una efficiente funzionalità dei depuratori. Negli anni’50 una benestante turista tedesca, vedendo costruire le scogliere, disse: “Ricordatevi quanto costeranno? Una montagna di monete d’oro per costruirle e un’ altra per mantenerle”. Se le abbiano realizzate e funzionano, ora dobbiamo mantenerle».
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