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La Cisl chiede la riapertura dell’impianto

La Cisl chiede la riapertura dell’impianto

Il sindacato: 57 famiglie sono senza stipendio. Oggi incontro in Regione sugli ammortizzatori sociali

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AULLA. Luca Mannini, segretario del presidio FIT/CISL Massa Carrara Toscana nord, auspica che la ditta Costa, devastata dalle fiamme domenica scorsa, torni al più presto a lavorare i rifiuti. Auspicio che potrebbe non essere preso benissimo ad Albiano Magra e che viene messo nero su bianco da Mannini, il quale sottolinea che «attualmente l’area occupata dall’azienda è sotto sequestro per permettere lo svolgimento delle indagini, ma non appena verrà sbloccata dal magistrato, bisogna tornare immediatamente all’attività lavorativa nella parte non compromessa dal fuoco. L’incendio, infatti, ha colpito prevalentemente l'impianto che seleziona la plastica. Il capannone dove si trova l’impianto che tratta il Rifiuto Solido Urbano, nonché gli uffici, non sono stati danneggiati. Quindi, veloce riavvio dell’attività e avanti con il tavolo istituzionale da noi chiesto ufficialmente ancor prima che scaturisse l’incendio» aggiunge Mannini, secondo il quale «adesso è il momento che tutte le istituzioni di Massa Carrara, nonché la Regione, si facciano carico del problema e non rimangano indifferenti di fronte al dramma di 57 famiglie che sono rimaste senza un’entrata. Un buon politico non fa chiudere le aziende, ma cerca soluzioni di compromesso che diano posti di lavoro».

Mannini, poi, rende conto di un incontro avuto con i dirigenti ATO costa a Livorno: «Sono favorevoli alla creazione del tavolo e per quanto li riguarda, sono disposti a dare il loro contributo». Il sindacalista annuncia, quindi, che è stato attivato lo stato di crisi occupazionale in Regione e domani è fissato un incontro, alle ore 9.30 a Firenze, per gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge, cassa integrazione in primis. Infine, Mannini coglie l’occasione per polemizzare con la Provincia: «È giusto sottolineare che, da parte nostra, ci sembra di avvertire un atteggiamento latente da parte della Provincia. La Regione ha scritto, a chiare lettere, che la proroga all’autorizzazione che permette di svolgere l’attività spetta a lei, ma questa continua a fare orecchie da mercante. Non vorremmo fosse una presa di posizione voluta. Una posizione che va in direzione opposta alla salvaguardia dei posti di lavoro».

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