Il dolore
Emergenza profughi, i controlli sono un problema
Alcuni escono dai centri di accoglienza senza autorizzazione. E si registrano già i primi reati
MASSA. Controllare i profughi che si trovano nella provincia apuana sta diventando un problema per le forze dell’ordine. Perché si allontanano dai centri di accoglienza senza autorizzazione e così agenti e carabinieri sono costretti a dare loro la caccia per mare e per monti. A volte tutto nasce da un disguido, come l’altra sera che in quattro avevano lasciato Casa Faci per recarsi in questura e chiedere delle informazioni sul loro soggiorno. Non potevano farlo e non hanno chiesto niente a nessuno. Così è scattato l’allarme che ha tenuto occupate pattuglie e volanti per diverse ore. Molte volte invece dietro queste scomparse si nascondono dei veri e propri reati, come per esempio a Licciana Nardi dove uno straniero che ha chiesto asilo prima è stato pizzicato a La Spezia mentre spacciava droga e quindi messo ai domiciliari nel centro di accoglienza da dove era uscito senza autorizzazione. Non contendo l’uomo è evaso. È stato sorpreso da una pattuglia dei carabinieri e nuovamente ammanettato. Il giudice lo ha spedito nel centro di accoglienza di Liccina e lì attenderà il processo per direttissima.
A Massa Carrara i profughi a giugno erano poche meno di quattrocento, ospitati in una ventina di strutture. Il numero è salito in questi due mesi di qualche decina di unità. Come detto per le forze dell’ordine sta diventando difficile tenere d’occhio tutti e così non passa giorno senza la segnalazione di una falla nel sistema. Il momento poi è delicato perché si incrocia con i controlli antiterrorismo: questura, comando provinciale di carabinieri e finanza e capitaneria di porto stanno monitorando le spiagge, ma non solo. Anche perché è difficile controllare i venditori ambulanti, o meglio si può fare ma creerebbe una tensione insostenibile e quindi si preferisce una verifica da lontano. Ma comunque efficace. A Marina di Massa si parte dal pontile e poi piano piano si passa in rassegna il lungomare, a Marina di Carrara è più protagonista la capitaneria. Ma i risultati sono gli stessi: ogni situazione strana viene segnalata alle centrali operative per disporre l’intervento. Che scatta immediato e interforze, anche se non si temono azioni kamikaze. Sarà un agosto difficile, almeno per quanto riguarda la prevenzione. Con agenti e militari mobilitati per garantire a tutti una tintarelle senza timori di sorta. E i profughi che scappano non aiutano la situazione, anzi complicano maledettamente le cose. Ma al momento bisogna fare buon viso a cattivo gioco, dato che a parte quello che è successo a Liccina Nardi non si tratta di persone pericolose.
In questi giorni stanno aumentando le segnalazioni e le telefonate di protesta di chi non vorrebbe i profughi. Non si tratta di denunce vere e proprie, ma sono più che altro richieste di aiuto. Comunque l’unico episodio che è stato punito con l’arresto è stato quello avvenuto a La Spezia, con protagonista uno straniero ospitato nella nostra provincia.
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