Il Tirreno

Comitato “Biomasse No grazie” i fondi raccolti alla Misericordia

di Riccardo Sordi
Comitato “Biomasse No grazie” i fondi raccolti alla Misericordia

I contributi dei cittadini per la battaglia contro l’impianto a Novoleto donati alla Confraternita: «Così il nostro impegno per salvaguardare il territorio ha un ulteriore ritorno su Pontremoli»

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PONTREMOLI. Tutto è bene quel che finisce bene? No, stavolta ci vuole qualcosa di più e quindi è tutto bene quel che finisce... meglio. E questo perché non solo si è riusciti ad evitare, per la cittadina pontremolese, quello che era considerato un potenziale pericolo, ma anche perché si è fatto in modo che l’impegno della popolazione avesse un ritorno per la città.

Il “Comitato centrale termoelettrica a biomasse NO grazie” - ecco sciolto l’enigma - ha deciso di donare alla Venerabile Confraternita della Misericordia di Pontremoli quanto avanzato dalla raccolta di fondi, effettuata dal comitato stesso e dagli abitanti “di buona volontà” della Pieve di Saliceto e dintorni, per combattere lipotesi di realizzazione di una centrale a biomasse nell’area industriale di Novoleto, alle porte di Pontremoli.

La rimanenza di fondo cassa (l’ultima spesa sostenuta è stata quella per la stampa e l’affissione del manifesto del maggio scorso per segnalare la definitiva bocciatura del ricorso della Renovo, la ditta mantovana che doveva realizzare la struttura)era composta da 1.020 euro del Comitato a cui si aggiungevano 300 euro raccolti, invece, dai cittadini della Pieve, per una somma complessiva di 1.320 euro che è stata donata alla Misericordia Pontremolese.

«Ringraziamo tutti coloro - sottolineano i rappresentanti del Comitato - che con il loro contributo ci hanno permesso di portare avanti, fino a felice conclusione, la battaglia per difendere il nostro territorio dai continui attacchi interni ed esterni. Un particolare e sentito ringraziamento alla famiglia Varoli che ha provveduto alla totale copertura legale nostra azione».

E i rappresentanti del Comitato ricordano anche la figura di Letizia Leviti che, nel settembre 2013, coordinò e guidò un interessante dibattito in cui intervennero relatori di alto livello e a cui parteciparono tanti cittadini. Letizia diede quel tocco di professionalità in più».

Una vicenda, quella delle biomasse a Novoleto, che ha infiammato la politica e la società pontremolese da quando, nell’estate 2013, si era venuto a sapere che la Provincia aveva concesso l’autorizzazione per la realizzazione di un impianto a biomasse.

Un progetto che aveva trovato il convinto appoggio da parte dell’amministrazione, ma che invece, appena la notizia era trapelata, aveva scatenato la forte protesta delle opposizioni politiche e della popolazione locale e delle zone limitrofe, che aveva, da subito, manifestato il suo netto dissenso all’ipotesi di una centrale a biomasse fondando un comitato (“Biomasse No Grazie”, appunto) e che aveva raccolto gran parte delle istanze del “no”. Nei mesi successivi ci furono dibattiti al vetriolo, consigli comunali infuocati, che fanno ormai parte della recente storia della politica locale, fatto sta che dopo aver tastato con mano il feroce dissenso della cittadinanza, l’amministrazione aveva deciso di fare retromarcia e di ritirare il suo appoggio al progetto della Renovo. E lo aveva fatto facendo decadere l’atto di vendita basandosi sul ritardo nel pagamento dell’anticipo del 60% dell’area. Un ritardo di un solo giorno secondo i rappresentanti della Renovo, di almeno cinque secondo quanto riferito dal Comune.

E propria la scelta di far decadere l’atto di vendita (secondo la società mantovana illegittimamente) era stato al centro della decisione della Renovo di impugnare il dispositivo del Comune rivolgendosi al Tar della Toscana. Poi le sentenze, prima del Tar Toscana e ratificata poi dalle sentenza del Consiglio di Stato del maggio scorso che ha posto la parola fine sulla vicenda bocciando il ricorso della Renovo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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