Il Tirreno

Chi rischia secondo Arpat

di Giulia Rafanelli
Chi rischia secondo Arpat

In una mappa le zone dove si dovrà stare maggiormente attenti

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ALBIANO MAGRA. «Servirà ancora qualche giorno, ma forse anche di più, per delineare i contorni della vicenda» riguardo l’incendio che ha devastato la ditta Costa domenica scorsa il pubblico ministero Alessia Iacopini, che ha disposto il sequestro dell’immobile, non si sbilancia. L'ipotesi dolo prende corpo ora dopo ora ma è ancora presto, i tempi saranno lunghi considerando l’entità del rogo.

E sa da un lato ci sono le indagini e la procura, un aspetto di non minore rilevanza è quello che riguarda la salute della cittadinanza. Cittadinanza che è scesa in piazza per esternare le proprie preoccupazioni circa i rischi per la pioggia di ceneri che si è depositata sui paesi della frazione aullese. Una preoccupazione che non pare infondata considerando le ordinanze emesse dai sindaci dei Comuni della zona che, in sostanza, vietano di consumare i prodotti del proprio orto e, in alcune località, anche il pascolo degli animali.

Anche Arpat è intervenuta in merito e ha pubblicato sul proprio sito internet un comunicato sui possibili rischi per la salute causati dalle sostanze rilasciate nel corso dell’incendio, realizzando una mappa con indicate le aree dove l'impatto potrebbe essere maggiore e dove, quindi, si concentreranno i prelievi di matrice ambientale per le successive analisi.

Gli operatori dell'agenzia regionale, che erano presenti alle operazioni di spegnimento domenica scorsa, avevano anche raccolto elementi in merito alla tipologia ed ai quantitativi di materiale presente nelle aree interessate dall'incendio. Si è trattato di alcune balle di carta già lavorate e pronte alla spedizione, di circa 40 metri cubi di plastica da lavorare, un cassone contenente di plastica da lavorare, balle di plastica già lavorate e pronte alla spedizione e poi ancora materiale ingombrante, legnoso, e rottami ferrosi.

Per i risultati delle analisi serviranno ancora alcuni giorni, circa una decina. Intanto, però, grazie ai dati in possesso dagli operatori dell’agenzia e grazie al coinvolgimento del settore specialistico "Modellistica previsionale", è stata elaborata la mappa con le aree maggiormente interessate dalle ricadute dell’incendio.

«L'individuazione di tali “zone di impatto” - si legge sul sito dell'agenzia regionale - è utile per orientare i campionamenti di matrici ambientali (tipicamente ortaggi a foglia larga o simili), al fine di verificare e quantificare la presenza di eventuali sostanze rilasciate nel corso dell’incendio (in particolare microinquinanti organici) che possano essersi depositate sulla superficie nella zona circostante». Si tratta di indicazioni di massima ma comunque utili a limitare l’area di interesse ambientale. Per scongiurare, come ci si augura, il rischio ambientale sarà necessario attendere i tempi tecnici di laboratorio: «Il Dipartimento Arpat di Massa - fanno sapere - in accordo con il Comune di Aulla, ha effettuato i campionamenti previsti nella mattinata di stamani (ieri per chi legge, ndr). I risultati delle analisi di laboratorio saranno pubblicati non appena disponibili. I tempi tecnici sono di circa una decina di giorni».

Le indagini. La ditta che lavora i rifiuti è sotto sequestro per permettere le operazioni degli inquirenti. La procura di Massa sta coordinando le attività in corso che vedono impegnati i vigili del fuoco, i carabinieri di Pontremoli, il nucleo investigativo dei carabinieri di Massa e Carrara insieme al Noe di Firenze, sezione militare che si occupa della parte ecologica.

Ieri mattina le autorità amministrative si sono incontrate per riferire ciascuna della propria attività. Intanto, gli inquirenti, hanno ascoltato alcune persone informate sui fatti che potranno essere d’aiuto insieme ai dati raccolti e alle immagini in loro possesso, a fare chiarezza, a capire i gradi di responsabilità, se saranno individuati. In ogni caso, come accennava anche il pm Iacopini, le indagini saranno lunghe.

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