Cade un grande pino marittimo chiusa l’oasi didattica del Wwf
MASSA. Luca Giannelli, direttore, ha tagliato la testa al toro: ha scritto un bel cartello e lo ha affisso all’ingresso. Chiuso: niente visite, niente turisti, niente bambini con lo sguardo...
MASSA. Luca Giannelli, direttore, ha tagliato la testa al toro: ha scritto un bel cartello e lo ha affisso all’ingresso. Chiuso: niente visite, niente turisti, niente bambini con lo sguardo incuriosito. Al parco didattico del Wwf non si entra. Non oggi, non nei prossimi giorni.
Troppo pericoloso passeggiare tra i camminamenti, scherzare con le tartarughe di terra e di mare, stare con il naso all’insù alla ricerca degli uccellini che svolazzano da un ramo all’altro. E che il pericolo ci sia - parola di Luca Giannelli - lo conferma il crollo, martedì pomeriggio, di un grande esemplare di pino marittimo. Si è arreso, è ceduto, ha distrutto una recinzione e una parte di camminamento. Una tartaruga è rimasta seriamente ferita: «Le sue condizioni sono gravi, stiamo facendo di tutto per salvarla». L’ultima goccia - per parafrasare il direttore - che fa traboccare il vaso: «Da anni - Giannelli va al sodo - chiediamo un intervento al Comune, gli alberi ad alto fusto hanno bisogno di manutenzione, l’amministrazione non provvede e dobbiamo scongiurare il rischio di pericoli per i visitatori». Perché di persone al parco didattito ce ne vanno davvero tante, decine ogni giorno, migliaia nell’arco dell’anno:« Come gestore non posso davvero assumermi la responsabilità di far entrare massesi e turisti, grandi e piccini, con il rischio che si facciano male».
Sì perché quell’area, gioiello ambientale a Ronchi, a due passi dal mare, è di propeietà comunale: il Wwf la gestisce dal 1997 e per quella gestione conta solo su 2.600 euro annui. Il contratto prevede però - e Giannelli lo ribadisce - che degli alberi ad alto fusto si occupi il Comune:« Sono15 anni - il direttore rincara la dose - che segnalo i problemi e chiedo un intervento . Unica risposta una messa in sicurezza di alcuni alberi all’ingresso, quattro anni fa. Per il resto nulla».
Proprio nulla no perché qualcosa , purtroppo, c’è: un bel cartello che informa i turisti della chiusura. « Ci hanno chiamato in parecchi - è rammaricato Giannelli - per chiederci come mai il cancello non fosse aperto. Sono arrivati con i bambini e sono stati costretti a tornare indietro. Del resto non possiamo fare diversamente». Certo non il migliore biglietto da visita per il litorale. L’amministrazione, da parte sua, garantisce un intervento rapido: la rimozione dell’albero caduto - parola di Uilian Berti, vicesindaco con delega all’ambiente - sarà disposta immediatamente (ieri pomeriggio ndr). Si tratta di un lavoro al di sotto dei mille euro e per cui la legge non impone la gara. Rimozione albero, ma non solo: scatta anche il censimento di tutte le piante pericolose o comunque che necessitino di manutenzione. Con un obbiettivo: riaprire al più presto un parco che è anche luogo di formazione ed educazione ambientale.
Niente visite e gite didattiche anche se all’interno del parco gli esperti, i biologi e i volontari al lavoro ci sono eccome. Ci sono loro e ci sono i carcerati che collaborano per la manutenzione del verde:« È anche grazie a loro - ci tiene a sottolinearlo Giannelli - che riusciamo a tirare avanti». Tra parecchi problemi.
Perché lo stesso direttore, nel maggio scorso, ha ammesso il rischio chiusura:i soldi che arrivano da via Porta Fabbrica per la gestione (i 2.600 euro) sono pochi, i 20.000 euro per la fauna selvatica dalla Provincia non ci sono più ( tanto che il centro di recupero ha chiuso i battenti)e il parco per tirare avanti ha bisogno - per star bassi - di 80.000 euro. Il direttore i soldi, più volte, li ha tirati fuori di tasca propria , ma oggi torna a chiedere, il giorno dopo il crollo di un albero, una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione. Amminsitrazione che si impegna a puntare gli occhi sul parco didattico del Wwf, oggetto anche di una interpellanza a firma del consiglere comunale forzista Stefano Benedetti.
(c.s.)
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