Il Tirreno

Acqua “non vietata” Albiano denuncia l’Asl

di Alessandra Vivoli
Acqua “non vietata” Albiano denuncia l’Asl

Blitz del comitato dei “No Costa” all’ufficio igiene. Arriva anche la polizia «Ci trattano peggio delle galline e degli ortaggi: chi pensa alla nostra salute?»

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AULLA. «Qui ci trattano peggio delle galline. Da dopo l’incendio è vietato farle uscire dal pollaio per andare a razzolare. I bambini invece sì, loro possono giocare all’aperto. Ci trattano anche peggio degli ortaggi: non possiamo annaffiare gli orti, ma si può continuare tranquillamente a bere l’acqua del rubinetto. Qui di divieti non ce ne sono».

Esplode la rabbia degli abitanti di Albiano che, dopo aver fatto un blitz nell’ufficio igiene dell’Asl per chiedere delucidazioni sul mancato divieto ad utilizzare l’acqua potabile, quella del rubinetto, hanno preso la via della Procura della Repubblica. Qui hanno depositato e protocollato una denuncia proprio nei confronti dell’azienda sanitaria locale che, dopo il rogo e la nube tossica, non avrebbe tutelato la salute dei residenti di Albiano.

Una mattinata complessa per il comitato dei No Costa che, proprio nel giorno del vertice in prefettura per fare il punto sul rogo scoppiato domenica scorsa nell’azienda che smaltisce i rifiuti della Lunigiana, hanno preso la strada di massa. Per chiedere anche loro delle rassicurazioni.

All’ufficio igiene dell’azienda sanitaria si sono presentati una trentina albianesi e il blitz ha impensierito i dipendenti che hanno chiesto l’intervento della polizia. Intervento che, è bene precisarlo, si è rivelato inutile visto che i cittadini volevano semplicemente - e soprattutto pacificamente - chiedere delle spiegazioni. Avere una risposta alla domanda che avevano lanciato anche sulla pagina facebook “Uniti per Albiano”al sindaco di Aulla Silvia Magnani: «Sindaco Magnani, ancora una volta ci risiamo con il blocco della verdura e della frutta. E con l'acqua potabile ? I pozzi non sono molto distanti dall'incendio!»

«A questa domanda dall’Asl ci hanno risposto che avevano fatto dei controlli di routine, prima del rogo, e che per loro non ci sono problemi - ha detto Walter Moretti del comitato degli albianesi - a quel punto è esplosa la nostra protesa. Ma come si sono preoccupati degli animali, della frutta e della verdura e non pensano a noi e ai nostri bambini? Noi che viviamo vicino alla ditta andata a fuoco possiamo tranquillamente bere l’acqua del rubinetto e i nostri bambini possono continuare a giocare fuori, dove le galline non possono razzolare»

Da qui l’altro passaggio degli albianesi, che ieri mattina è stato diretto alla Procura della Repubblica di Massa Carrara. «Abbiamo protocollato la nostra denuncia nei confronti dell’Asl perchè vogliamo sapere se siamo stati tutelati»: annuncia Moretti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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