Il Tirreno

Pioggia di ceneri paura inquinamento

dI Gianluca Uberti
Pioggia di ceneri paura inquinamento

Oggi vertice tra gli inquirenti sulle cause dell’incendio

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ALBIANO MAGRA. Resta chiusa la ditta Costa dopo il rogo che l’ha devastata domenica scorsa. Intanto proseguono le indagini per capire cosa sia veramente accaduto, l’ipotesi del dolo sembra prendere forza ora dopo ora ma è ancora presto per sbilanciarsi. Decisivo sarà il vertice di questa mattina tra le forze dell’ordine e la Procura, a seguito del quale potrebbero essere più delineati i contorni della vicenda anche grazie ai filmati di cui i militari sono in possesso.

Intanto ad Albiano stanno facendo i conti con le conseguenze dell’incendio. C'è un'altra preoccupazione nella più popolosa frazione aullese, oltre a quella per la frutta e la verdura degli orti, che non possono essere mangiate a causa di una ordinanza per la tutela della salute emanata dal sindaco di Aulla, Silvia Magnani, e riguarda i resti dell'incendio piovuti dal cielo mentre il fuoco divampava e raccolti nei campi, nelle strade e sui terrazzi dei palazzi attorno all'impianto di lavorazione dei rifiuti. Non si sa di che cosa si tratti, ma di certo è roba poco salutare ed inquietante, somigliante a resina sfilacciata di colore grigio scuro, portata dagli albianesi anti Costa presso il palazzo comunale aullese lunedì mattina. E la presenza di questo materiale è anche il motivo per cui ieri mattina Roberto Cipriani, uno dei leader della protesta contro la ditta Costa, si è recato a Massa per incontrare il vice prefetto: «Gli ho chiesto che cosa dobbiamo fare con questa roba. Ci sono bambini che potrebbero raccoglierla e vogliamo sapere come ci dobbiamo comportare, perché il nostro unico pensiero è per loro, per i più piccoli». Timori che vengono rilanciati anche sulla pagina facebook "Uniti per Albiano", la voce degli anti Costa, dove si sottolinea quanto segue: «Il paese è invaso da materiale di ricaduta di vario genere. Nessuno ha comunicato come va trattato, dove va conferito, se viene per sbaglio preso da un bambino con le mani, quali sono gli accorgimenti da prendere. Sveglia, dottori ed ex dottori ed ora anche politici, che una volta eravate magari anche pediatri. Già una volta li eravate. Ora i vostri interessi sembrano essere altri, non più la salute dei piccoli. E voi Barani, Magnani, Rossi, Malatesta, Vivaldi, Gorlandi... Sui primi ora non vale la pena spendere parole. Ma sugli ultimi due sì. Uno dottore, che dovrebbe essere in prima linea in difesa dei bimbi, sta mostrando il suo menefreghismo totale, oltretutto molto vicino al territorio abusato. Il secondo...mah lasciamo stare...».

Un altro problema con cui fare i conti, post rogo, è che ora si spalancano le porte della cassa integrazione per i 57 lavoratori della Costa, visto che ci vorranno almeno 6 mesi per rimettere in sesto il capannone maggiormente danneggiato, quello in cui si lavoravano la plastica e la carta. E solo dopo che il capannone di cui sopra sarà sistemato, la ditta Costa potrà riprendere a lavorare al suo interno.

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