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Ortaggi e pascolo: i divieti estesi anche a Podenzana

Ortaggi e pascolo: i divieti estesi anche a Podenzana

PODENZANA. A causa della direzione presa dal vento, anche il territorio del Comune di Podenzana è stato investito domenica pomeriggio dal fumo nero, minaccioso e tossico, visto che a bruciare era...

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PODENZANA. A causa della direzione presa dal vento, anche il territorio del Comune di Podenzana è stato investito domenica pomeriggio dal fumo nero, minaccioso e tossico, visto che a bruciare era plastica, la cui combustione può produrre diossina, prodotto dal rogo che ha colpito la ditta Costa ad Albiano Magra, un rogo durato diverse ore, il secondo in meno di 10 mesi, domato soltanto a notte fonda dai Vigili del Fuoco, che ha portato distruzione nell'azienda di lavorazione dei rifiuti che sorge in mezzo alle case nella più popolosa frazione aullese.

Le conseguenze del rogo hanno una portata che ha già ampiamente superato i confini cittadini.

Anche nel comune di Podenzana, chi ha un orto, dovrà ben guardarsi dal mangiare pomodori e insalata, come prescrive un'ordinanza subito firmata dal sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, il quale ha adottato la stessa misura del sindaco di Aulla, Silvia Magnani.

Ora, però, esattamente come ha fatto il primo cittadino aullese, Varese rende noto che l'ordinanza numero 8 del 1° agosto è stata integrata, quindi, oltre al divieto di consumare frutta e verdura, è anche vietato il pascolo di animali e l'utilizzo di foraggi e cereali per alimentazione animale.

«Alla luce di ciò, si informa la cittadinanza che siamo in attesa di conoscere - scrive il sindaco di Podenzana - gli esiti delle analisi che Arpat ed Asl stanno effettuando, al fine di concordare, di concerto con questi enti, l'opportunità di ritirare l'ordinanza oppure di attivare ulteriori misure per la salvaguardia della salute pubblica».

Quindi, Varese lancia l'allarme sugli orti e sui danni economici che deriverebbero dalla non possibilità di utilizzarne i prodotti: e in una terra di contadini come la Lunigiana, dove per i propri campi ancora si impiega tempo e si fa fatica, il tema è molto sentito. «Stiamo chiedendo, con insistenza, che le analisi in questione - aggiunge Varese - vengano effettuate con la massima solerzia, considerato che gli orti e i frutteti presenti sul territorio sono, in questo momento, ricchi di ortaggi e di frutti ed il mancato consumo comporterebbe un danno economico rilevante per la collettività».

Infine, Varese coglie l'occasione per condividere la posizione della sindaca di Aulla, «ritenendo necessario richiedere l'apertura di un tavolo regionale che si ponga l'obiettivo di risolvere, una volta per tutte, le problematiche che l'impianto Costa di Albiano Magra presenta, ritenendo incomprensibile che venga scaricato sempre tutto sulle spalle dei sindaci».

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