Il cardinale Bagnasco in visita alle cave di Carrara
Nella mattinata il presidente della Cei ha voluto vedere anche i laboratori di scultura e il Duomo di Sant’Andrea.
Il commento: "Esprimo la mia vicinanza e quella dei vescovi italiani alle famiglie colpite dalla tragedia della morte sul luogo del lavoro"
CARRARA. Una mattina trascorsa a Carrara tra i laboratori di scultura, le cave e il Duomo di Sant’Andrea, questa la sintesi della giornata carrarese del Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana che ieri, 2 agosto, ha visitato le nostre cave di marmo
«Esprimo la mia vicinanza e quella dei vescovi italiani alle famiglie colpite dalla tragedia della morte sul luogo del lavoro», è stato il commento ha lasciato al termine del pranzo, nella mensa del bacino di Gioia. Invitato personalmente dal vescovo Santucci, il cardinale è rimasto meravigliato della difficoltà che comporta l’estrazione del marmo. «Non conoscevo questa realtà e non immaginavo che occorresse tanta maestria e perizia per svolgere un lavoro così faticoso».
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L’arcivescovo di Genova è stato accolto nei laboratori Barattini – Cave Michelangelo dal sindaco Angelo Zubbani che gli ha dato il benvenuto a nome della città «conosciuta in tutto il mondo per il marmo bianco che viene estratto dal nostre montagne». La visita è iniziata a Ravaccione. Con i fuoristrada messi a disposizione dall’azienda Barattini, Bagnasco e gli accompagnatori, sono saliti fino alla sommità delle cave, per rendersi conto di persona della pericolosità cui sono esposti i cavatori. Dopo aver ascoltato, da Franco Barattini e da Ernesto Ricci, le spiegazioni su come avviene l’estrazione dei blocchi, il presule ha incontrato alcuni scultori di Fantiscritti e gli operai di Gioia. Per tutti ha avuto parole di ammirazione e di vicinanza. «La crisi economica, checché qualcuno dica il contrario, non è ancora finita. Per questo dovete restare uniti, perché solo insieme si può superare questo drammatico momento che sta attraversando l’Italia» ha detto rivolgendosi agli imprenditori e agli operi della cava. Ha poi aggiunto «è bella questa visione della vita che prevede che i più esperti trasmettano l’arte del proprio lavoro alle nuove generazioni e insieme alle tecniche e alle astuzie anche una visione della vita e della persona. Purtroppo oggi si va disfacendo tale unità: possiamo essere molto bravi a fare le cose, ma siamo sempre meno bravi ad avere una visione della vita, dei legami relazionali, della famiglia ispirati a grandi valori. E’ vero che i problemi ci sono da tutte le parti, però tutto ciò non deve mortificare la visione della vita che qui mi pare di aver respirato, una visione che unisce il passato e il presente e che mette al centro di tutto il rispetto delle persone».
Nel pomeriggio il cardinale ha visitato il Duomo di Carrara. Il professor Davide Lambruschi ha descritto le opere in esso conservate. Tra le autorità che lo hanno salutato e accolto: il prefetto Giovanna Meneghini, il vice sindaco Fiorella Fambrini, responsabili locali della Polizia e dei Carabinieri. All'arrivo Luciano Massari aveva mostrato le sculture presenti nel laboratorio di via Piave, tra cui alcune statue raffiguranti santi e martiri della Chiesa.
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