Il dolore
Alga “tossica”: in 65 dal medico. Bagnini a rischio
Massa, i dati di Arpat: valori ancora oltre il limite in tutte le vasche contemporaneamente. L'Asl: non state troppo in spiaggia
MASSA. Il 2016 verrà ricordato come l'annus orribilis dell'alga tossica. Non era mai successo prima, infatti, dalla sua scoperta nel 1998, che i valori superassero i limiti contemporaneamente in tutti i punti dove sono stati prelevati campioni e continuativamente, no stop. A dirlo sono le biologhe di Arpat che hanno partecipato alla commissione comunale Ambiente; con loro presenti anche la dottoressa Giuseppina Ghiselli, responsabile del reparto di igiene pubblica e prevenzione dell'Asl, e il dirigente comunale all'Ambiente, Fabio Mercandante.
A RISCHIO SOPRATTUTTO I BAGNINI
I tecnici sono stati convocati dalla commissione per chiarimenti in merito al monitoraggio della Osteoprosis ovata, ai rischi per la salute e a possibili rimedi. Anche perché Asl ha fatto sapere nei giorni scorsi che non verrà messo alcun divieto di accesso alla spiaggia o di balneazione.. «Il problema - spiega la dottoressa Ghiselli - è solo per i bagnini, che devono stare obbligatoriamente in spiaggia, tutto il giorno, tutti i giorni e proprio in riva al mare, dove si respirano le tossine (quando le onde si infrangono a riva si crea un aerosol in cui è presente la tossina, che quando viene respirata può provocare sintomi come febbre, dolori muscolari, congiuntivite e altri sintomi parainfluenzali, ndr). È chiaro poi che anche per i soggetti sensibili, come le donne incinte, i bambini piccoli e gli anziani, è consigliato di non frequentare le spiagge dove è stata rilevata la presenza della Ostreopsis».
BOOM DI MALESSERI
Dal 20 luglio - secondo i dati di Asl - ci sono stati 65 accessi alla guardia medica per sintomi che possono essere riconducibili all'alga tossica (febbre, dolori muscolari, mal di gola), 5 per congiuntiviti (anche queste riconducibili all'alga) e 20 per dermatiti («ma qui il collegamento con la Osteoprosis non è mai stato trovato», chiarisce la dottoressa Ghiselli «a maggior ragione se è successo a Marina di Carrara, dove non è mai stata rilevata la presenza dell'alga»).
LA OSTREOPSIS OVATA
La Ostreopsis ovata è una microalga («invisibile a occhio nudo, quindi impossibile da individuare se non al microscopio», fa sapere la biologa di Arpat, Simona Scanduria) che si forma sulle alghe degli scogli e poi si diffonde in mare. «Per formarsi, la temperatura dell'acqua deve essere superiore a 22 gradi - fa sapere la biologa - Per questo la fioritura di solito si registra a luglio e agosto».
Arpat ha 4 zone di monitoraggio: la vasca davanti al Sayonara, quella davanti al bagno Asciutti, al Centro Sub Alto Tirreno e davanti all'ostello della gioventù in Partaccia. «Nel passato avevamo fatto analisi anche a Poveromo - chiarisce Simona Scanduria - ma non l'avevamo mai trovata. Abbiamo capito che si forma nelle vasche chiuse dalla scogliere perché c'è meno riciclo d'acqua e la temperatura è più alta». Ebbene, l'alga è presente ancora in tutte e quattro le vasche. Per la prima volta.
LE CAUSE
Le possibili cause? Secondo Arpat è dovuto al fatto che quest'anno ci sono state meno mareggiate rispetto agli anni scorsi. In commissione è stata avanzata la proposta di ossigenare artificialmente il mare; procedura sconsigliata da Arpat: «Non è mai stato studiato e ogni intervento antropico può risolvere un problema ma crearne un altro».
L'amministrazione comunale invece - come rende noto Mercadante - aveva pensato di provare a togliere qualche masso dalle scogliere per permettere all'acqua di entrare nelle vasche più facilmente. Una soluzione mirata ad aumentare il movimento ondoso e quindi l’ossigenzazione delle acque. Ma non è chiaro, secondo il tecnico, se questo possa risolvere il problema, «anche perché - dice - come facciamo a sapere quanti massi bisogna togliere e se questo può provocare altri problemi?»
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