Sicurezza
Consegnato il forno crematorio
L’impianto sarà installato nella struttura che sta ultimando Apuafarma al Marasio
CARRARA. È stato consegnato ieri a Turgliano l’impianto di cremazione per il costruendo forno targato Apuafarma.
Si tratta del “cuore” della struttura, quella dove materialmente le salme saranno sottoposte al processo di combustione. L’impianto andrà installato all’interno di un’apposita costruzione, in fase di realizzazione, che da appalto dovrebbe essere consegnata intorno a Ferragosto. L'impianto è stato fornito dalla Ciroldi Spa, che si era aggiudicata la gara (a cui era seguito anche un ricorso presentato dalla soccombente società Gemma ma respinto dal Tar) bandita dalla municipalizzata. Il forno crematorio, del valore complessivo di 1.4 milioni di euro, è stato progettato da Amia e Apuafarma e sarà dotato di un impianto di adduzione del gas da 600 kw: la consegna prevista dall'appalto è fissata al 13 agosto, quindi tra poco più di 10 giorni. La realizzazione dell'impianto è stata accompagnata, fin dalla posa del primo mattone, dalle contestazioni del Comitato Salute Carrara, salito alla ribalta delle cronache come "i no forno": i cittadini, per lo più residenti della zona di Turgliano hanno contestato la scelta del sito, la necessità stessa dell'opera e da ultimo la previsione di raddoppio contemplata in un allegato al progetto esecutivo. A preoccupare il comitato sono soprattutto le emissioni e l'ipotesi di un uso estensivo del forno crematorio. Anche per questo il Comitato Salute Carrara ha chiesto di limitare l'accesso al servizio ai soli residenti carraresi: una proposta accettata dall'amministrazione, almeno per il primo anno di attività dell'impianto. Secondo le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi, il forno crematorio di Turigliano, inizialmente, sarà in grado di effettuare 8 cremazioni al giorno, per un totale di circa 2 mila l'anno dando una risposta così a un servizio sempre più richiesto dalla popolazione. Secondo i dati recentemente forniti dall'amministrazione massese, nel 2015 su 600 decessi tra i comuni di Massa, Carrara e Montignoso, le cremazioni effettuate nell'unico impianto esistente in provincia, quello del Mirteto, sono state 351. Da gennaio 2016 (a due mesi dall'entrata in funzione dell'Ospedale Unico) i cremati a Mirteto sono stati già 533 e questo perchè chi muore al Noa acquisisce automaticamente il diritto ad accedere al servizio, in precedenza riservato ai residenti massesi.
(c.ch.)
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