Sicurezza
Brucia capanno, intossicata un’anziana
La donna è stata investita dal fumo che usciva dalla baracca. L’incendio è stato provocato da un cortocircuito
MONTIGNOSO. L’ha salvata da complicazioni più serie l’intervento di due carabinieri - Pietro Di Salvatore e Antonio Meditto - della compagnia di Montignoso: i due militari stavano passando con la pattuglia dalle parti di viale Marina quando hanno visto del fumo provenire da una villetta che si trovava all’angolo di via Romana, in via Acquala. Ma non era quell’immobile a bruciare, bensì una baracca che si trovava a pochi metri, sempre all’interno dello stesso terreno. Tutto di proprietà dello scultore Giuseppe Bertolozzi. Erano circa le 11 del mattino e nella strada ha cominciato a radunarsi un gruppetto di persone, anche perché si era sparsa la voce che c’era una donna che era rimasta imprigionata tra le fiamme. La notizia era vera, ma in parte. Nel senso che c’era un ferito ma non era in gravi condizioni come invece sembrava, secondo quello che diceva la gente.
Il fumo nero aveva investito una donna di circa ottanta anni: una vicina di casa che voleva sincerarsi che non ci fossero pericoli per lei e i suoi parenti. Invece ha respirato la fuliggine ed è quasi svenuta. Senza l’intervento della pattuglia per lei sarebbero stati guai, l’intossicazione invece di lieve poteva trasformarsi in grave. Comunque per precauzione, visto che faceva fatica a respirare, è stata portata al Noa e sottoposta ad esami accurati. E alla fine dimessa con una prognosi di pochi giorni. Ma la paura, soprattutto per la sua età e altre patologie, è stata tanta. Senza l’intervento tempestivo dei due carabinieri probabilmente l’epilogo sarebbe stato diverso. Anche se, come tiene a precisare la stessa Arma, i militari l’hanno sì soccorsa ma non si può dire che le hanno salvato la vita.
Mentre la signora era al pronto soccorso, in viale Marina arrivavano i vigili del fuoco per spegnere l’incendio che si stava divorando la baracca. I pompieri non hanno potuto fare molto per contenere i danni, dato che all’interno della struttura c’erano parecchie cose infiammabili. Così alla fine gli idranti sono serviti soltanto per trattenere il rogo all’interno del giardino, senza farlo estendere alle case che si trovavano accanto. Ma non è stato semplice perché c’era un leggero venticello che complicava le operazioni.
Resta da capire cosa può aver provocato l’incendio. I danni sono stati tali che difficilmente si riuscirà a risalire a una causa, ma a quanto pare non dovrebbe trattarsi di un gesto doloso. Il problema è che nel momento in cui è scoppiato il rogo nella casa dello scultore Bertolozzi non c’era nessuno e quindi non è stato possibile bloccare sul nascere il rogo, scaturito a quanto pare da un cortocircuito: la baracca era provvista di impianto elettrico. Il fumo che ha cominciato a fuoriuscire ha attirato l’attenzione della vicina che ha provato a fare qualcosa, ma per poco non ci rimetteva la salute.
Il proprietario della baracca quando ha saputo dell’incendio è tornato immediatamente a casa, ma anche lui più di tanto non ha potuto fare. Per fortuna i danni si sono limitati al capanno.
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