La manifestazione
A rischio 27 posti, Sos della Jeppesen
L’appello dell’azienda della cartografia approda in consiglio comunale I dipendenti chiedono alle istituzioni locali di attivarsi con il Ministero
CARRARA. È approdata anche in consiglio comunale a Carrara la vertenza Jeppesen, l’azienda apuana leader nel settore della cartografia che ha annunciato 27 esuberi.
Tutto è iniziato lo scorso 30 giugno con l’annuncio di 27 esuberi in un’azienda nata 30 anni fa a Marina di Carrara e attestatasi nel tempo come un fiore all’occhiello della tecnologia apuana e non solo.
Passata di mano in mano, con due cambi di società nel corso dell'ultimo mese, è entrata nell’orbita di colossi quali Boeing e Goldmansachs che per rimettere in ordine i suoi conti non hanno saputo fare di meglio che tagliare sulle spese del personale: 9 uscite più o meno volontarie un anno fa e adesso l’annuncio di altri 27 possibili licenziamenti.
La vertenza è quella di Jeppesen, che da martedì – dopo alcune operazioni burocratiche e finanziarie – è tornata a chiamarsi “C-Map”, ri- acquisendo il nome con cui era stata fondata 3 decenni fa a Marina di Carrara.
Si tratta com’è noto di una società da 62 dipendenti, con sede al polo Olidor di Massa, che fornisce servizi operativi per le imbarcazioni e soluzioni di navigazione digitale. Alta tecnologia, realizzata da personale specializzato e qualificato, in quella che potrebbe essere a pieno titolo definita un'eccellenza dell'industria apuana, un fiore all'occhiello della tecnologia del nostro territorio e non solo.
Nel corso degli ultimi anni, l'azienda ha sofferto la competizione internazionale e così i conti hanno iniziato a non tornare più. Di qui una lunga serie di operazioni, per lo più finanziarie e poi l'annuncio degli esuberi. Martedì una delegazione di lavoratori si è presentata davanti al consiglio comunale di Carrara per chiedere il sostegno delle istituzioni a un una vertenza che appare quanto mai delicata.
«Ci troviamo davanti a un muro di gomma » ha esordito Luca Andrenucci, rsa dell’azienda, raccontando che da parte dei vertici della società «c’è una chiusura sistematica riguardo alla richiesta da parte dei lavoratori di prendere in considerazione gli ammortizzatori sociali o una riduzione concordata degli stipendi». Sì perché i lavoratori, tutti altamente specializzati, pur di salvare il proprio posti si sono detti disponibili a rinunciare a parte del reddito.
«Con 27 licenziamenti l’azienda risparmia 1,5 milioni di euro. Se attivasse la cassa integrazione ne dovrebbe sborsare solo 70 mila ma sembra non sia intenzionata a farlo. E così abbiamo proposto loro di fare dei contratti di solidarietà ma ci hanno risposto di essere “fortemente scettici”» ha raccontato Andrenucci. Il problema è anche che, gli interlocutori che lavoratori e sindacati si trovano davanti spesso non sono quelli “giusti”: « non hanno poteri decisionali non vedono altre soluzioni se non il taglio dei posti di lavoro» ha spiegato la rsa chiedendo a nome di tutti i lavoratori «l’appoggio delle istituzioni locali, regionali e se possibile anche nazionali».
Un sostegno quanto mai necessario, ha confermato il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, che ha sottolineato le similitudini tra questa vertenza e quella della Eaton: «In entrambi i casi siamo davanti a multinazionali che hanno la sede in capo al mondo e con cui è difficile rapportarsi» ha sottolineato il primo cittadino.
Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno del Pd, con emendamenti del Movimento 5 Stelle e di Rifondazione comunista. Il testo esprime sostegno ai dipendenti Jeppesen, chiede all’amministrazione di attivarsi presso il governo e il Ministero dello sviluppo economico e sollecita il coinvolgimento dei parlamentari apuani per provare a salvare i 27 posti di lavoro a rischio.
Oggi intanto è in programma un nuovo incontro tra i rappresentanti della società, sindacati e lavoratori.
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