Il Tirreno

A Montignoso il primo sì toscano tra due uomini

di Giulia Rafanelli
A Montignoso il primo sì toscano tra due uomini

Ieri a Villa Schiff la cerimonia di unione civile celebrata dal sindaco Lorenzetti. Che dice: sono stato felice»

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MONTIGNOSO. Hanno detto sì, l'hanno fatto in sordina, volevano e doveva restare una scelta privata e così è stato. Due dipendenti del Comune di Montignoso hanno fatto da testimoni di una cerimonia discreta celebrata dal sindaco Gianni Lorenzetti, ma molto emozionata nella mattina di ieri a villa Schiff. Di fatto, tuttavia, la loro è la prima unione civile tra persone dello stesso sesso celebrata in Toscana.

Per rispetto della loro privacy, non li chiameremo per nome, non volevano i riflettori puntati per un momento così intimo. Ed è giusto così, ciò che fa notizia, tuttavia, è che dopo 30 anni dal primo tentativo di introdurre il discorso delle unioni al di fuori dal matrimonio nella nostra carta costituzione, finalmente il progresso è reale e un massese di circa 65 anni e un ragazzo originario del Brasile, entrambi residenti a Montignoso, hanno iscritto i loro nomi nel registro provvisorio delle unioni civili del Comune di Montignoso.

Lunghi capelli castani, indossava in completo color cipria e tacchi alti, all'anagrafe è ancora uomo ma non ha voluto aspettare i tempi della burocrazia e alla prima occasione è convolato a nozze con il suo compagno anche se già convivevano da 10 anni.

Da tempo sognavano di realizzare il loro sogno. E adesso che l'hanno fatto grazie al decreto "ponte" redatto in attesa dei decreti attuativi (definitivi) cosa cambierà? Per la loro vita privata forse non molto; per la legge parecchio.

Innanzitutto la loro unione è riconosciuta dallo Stato, potranno scegliere se assumere o meno il cognome dell'altro, sono chiamati al diritto dovere dell'assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Saranno, l'uno l'altro, tenuti in considerazione in caso di morte del coniuge sia per la successione, che per i trattamenti pensionistici ad esempio.

Non sono chiamati alla fedeltà perchè, com’è noto, per la legge resta una prerogativa del matrimonio tradizionale.

Si pensava che le prime unioni civili per omosessuali si sarebbero celebrate intorno a Ferragosto, invece, dopo Deborah e Elena nel bolognose, qui in Toscana si è battuto i tempi

«Torniamo a fare quello che abbiamo fatto da dieci anni a questa parte: stare insieme». Questo l’unico commento della coppia appena uscita dalla stanza del sindaco dopo il fatidico “sì”. Ad assistere, come accennato, c’erano solo due dipendenti comunali e il primo cittadino che ha apprezzato molto la scelta della riservatezza dei due compagni e non ha aggiunto altro se non che: «Sono stato felice di celebrare questa cerimonia tanto sobria quanto bella. Di fronte a me ho visto due persone emozionate e innamorate». Lorenzetti ha poi parlato di un grande traguardo per i diritti umani. Un traguardo che Alessandro Bandoni, presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Carrara, apprende con grande slancio. «Mi è dispiaciuto non averlo saputo, avrei fatto loro i miei auguri di persona rispetto però la scelta di vivere il momento privatamente. Mi auguro - ha aggiunto - che presto queste unioni non faranno più scalpore».

Se Montignoso è stato il primo Comune ad aprire alle nozze omosessuali, non è detto che presto non seguiranno l’esempio anche Massa e Carrara, Bandoni, infatti, è a conoscenza di altre coppie dello stesso sesso che aspettavano con ansia l’esito in Parlamento di quella che poi è diventata la legge Cirinnà per potersi unire di fronte alla legge.

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