Il dolore
Denuncia della Cisl: infermiera in servizio 17 ore
Nel mirino il lavoro notturno con il rientro pomeridiano senza le 11 ore di riposo che prevedono le normative europee
MASSA. Un foglio che pesa come un macigno. Dall’intestazione al punto finale. Il mittente è la Cisl funzione pubblica, i destinatari sono tre: la procura della Repubblica, i Nas (nucleo antisofisticazione dei carabinieri) e l’ispettorato del lavoro.
Il sindacato che qualcosa non torni nell’organizzazione del lavoro in quel di viale Mattei, lo ha ribadito più volte, adesso però decide di passare alle vie di fatto: prende carta e penna, scrive un esposto alla magistratura e ai Nas, appunto, e chiede verifiche su tabulati, presenze, ore di entrata e uscita di infermieri e operatori sanitari in servizio all’ospedale della Apuane (leggi articolo accanto).
Un esposto, ma non solo perché, a conferma delle sue argomentazioni, la Cisl allega la fatidica pagina in cui lascia che a parlare siano gli esempi, i casi, le situazioni con cui il personale ospedaliero si è misurato dal 20 maggio scorso al 13 luglio (l’esposto è stato depositato in data 14 luglio).
Una sola infermiera al lavoro per diciassette ore. Ad “inaugurare” l’elenco delle cose che non vanno c’è quello che la Cisl considera “il caso scuola”, la prova del nove, l’evidenza che un problema di personale esiste: una sola infermiera - scrive il sindacato - a lavoro per diciassette ore consecutive. Succede - così è riportato nell’ allegato all’esposto - al dipartimento materno infantile, il 20 maggio. L’infermiera, in servizio al Nido, rimane “a presidio” dalle 14 alle 7,15 del giorno successivo. Conto presto fatto: diciassette ore e 15 minuti. E, a conferma - spiega la funzione pubblica Cisl - ci sono le timbrature del cartellino.
La criticità dell’area medica polispecialistica. L’azienda sanitaria, per garantire la copertura, attiva la pronta disponibilità, un sistema di reperibilità per cui, in caso di urgenza, il personale sanitario viene richiamato in servizio. È proprio alla pronta disponibilità che si affida l’Asl - stando alla denuncia della Cisl - lo scorso 18 luglio quando in area medica polispecialistica - così si legge nel documento - «alle 1 di notte un’infermiera si assenta per improvvisa malattia e al lavoro rimangono un solo infermiere e un solo Oss (operatore socio sanitario)». Due persone in corsia, ma «38 posti letto - scrive Cisl - di cui 10 monitorizzati (con il controllo dei parametri ndr). Attivata la pronta disponibilità - prosegue la ricostruzione del sindacato - l’esito è negativo per mancanza di personale». E i dipendenti al lavoro rimangono due.
Secondo il sindacato le 11 ore di riposo non sono garantite. Uno dei temi caldi su cui i sindacati puntano il dito da tempo è il mancato rispetto della normativa che prevede, per i sanitari, 11 ore consecutive di riposo. Condizione necessaria - spiega Cisl - per assicurare condizioni di sicurezza ai lavoratori e qualità del servizio agli utenti. Di quelle 11 ore di riposo - parola del sindacato - spesso non usufruisce chi lavora in ospedale. Non ne ha usufruito l’infermiera che - così si riporta nell’allegato all’esposto - ha lavorato il 22 e 23 luglio in ginecologia-ostetricia: «Alle 21 e 30 del 22 luglio scatta per l’infermiera la pronta disponibilità per 4 interventi in emergenza e la dipendente rimane al lavoro fino alle 8 del 23 luglio.
Nello stesso giorno, la stessa dipendente ha ripreso servizio alle 13 per il turno pomeridiano. Pur avendo richiesto di usufruire delle 11 ore di riposo - rincara la Cisl - per aver svolto il servizio notturno per circa 10 ore notturne, non le veniva riconosciuto il diritto al riposo».
E il caso non sarebbe isolato perché lo stesso giorno una situazione simile - stando al sindacato - si sarebbe presentata anche al blocco operatorio: «Alle ore 20 - si legge nel documento - a fronte di due interventi di emergenza, veniva attivata la pronta disponibilità per gli infermieri che hanno prestato servizio fino alle 5 del 23 luglio per riprendere servizio alle 13».
Anche i due infermieri avrebbero chiesto, sentendosi rispondere di no, di poter riposare 11 ore. Prassi il mancato riposo, secondo i sindacalisti che puntano il dito su turni che prevedono «lo smonto pomeridiano alle 22,15 e il rientro in servizio la mattina alle 7». Senza, quindi, la garanzia di poter “ricaricare le pile” per 11 ore come prevedono - e nel documento lo si sottolinea con forza - le normative europee.
L’appello ai dirigenti. Situazione insostenibile per chi lavora all’ospedale, già presentata ai dirigenti infermieristici, di dipartimento e di presidio: a loro - parola di Cisl - avrebbero illustrato le difficoltà gli infermieri della terapia intensiva «per essere sotto organico e non poter rispettare il rapporto posti letto/infermieri».
Un documento forte, quindi, che la Cisl allega al suo esposto e consegna nelle mani dei Nas perché verifichino l’eventuale carenza di organico e le modalità di gestione del personale all’ospedale delle Apuane. Perché in ballo - il sindacato lo ribadisce a chiare lettere - ci sono sicurezza sul lavoro e qualità dei servizi.
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