Gioco
15 milioni di tonnellate di merci movimentate sulle banchine spezzine
Quindici milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2015; 667mila passeggeri sbarcati dalle grandi navi da crociera che fanno scalo nel Golfo dei Poeti. Sono i numeri del porto della Spezia...
Quindici milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2015; 667mila passeggeri sbarcati dalle grandi navi da crociera che fanno scalo nel Golfo dei Poeti. Sono i numeri del porto della Spezia – numeri in flessione del 4% per quanto riguarda il traffico merci – che mostrano la differenza di dimensioni con lo scalo di Marina di Carrara. Che nel 2015 si è fermato a 1,5 milioin di tonnellate di merci movimentate (fino a 5 anni fa erano il doppio: più di 3 milioni) e a qualche migliaia di passeggeri arrivati sulle linee crocieristiche. Il rapporto è, in sostanza di uno a dieci, senza tenere conto del diverso rilievo della cantieristica e della componente della nautica da diporto che alla Spezia – basti pensare a Fincantieri, a Porto Lotti e alle altre darsene per la nautica da diporto – hanno un rilievo economico, occupazionale e strategico a malapena comparabile con quello di Carrara.
È da questi numeri che bisogna partire quando si ragiona sul nuovo ente che “governerà” i due porti. La riforma, fra l’altro, prevede la sostanziale cancellazione dei Comitati portuali, i “cda” della vecchia Autorità portuale, in cui sedevano rappresentanti degi enti locali (Comuni), delle associazioni degli imprenditori del settore (spedizionieri, cantieri navali ecc.) e delle Camere di Commercio. La riforma Del Rio ha voluto ridurre questa rappresentanza non soltanto riducendo da 24 a 15 le Autorità portuali (e con la prospettiva di creare un ente unico nazionale), ma anche con un vertice più snello: presidente, segretario generale e board di tre-cinque persone scelte dai comuni di riferimento. Privati e rappresentanti dei lavoratori resteranno confinati invece nel tavolo di partenariato .
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