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È musulmana e apre la messa in segno di pace

È musulmana e apre la messa in segno di pace

Le parole di Zakia Bensalah a Borgo del Ponte: «Dopo Rouen, esserci era un dovere morale»

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MASSA. Ci sono gesti dovuti, segni trascrizione di sentimenti e sensazioni, comportamenti che si elevano a monito e abbattono confini.

E se la religione è simbolo e rito, ieri nella chiesa di San Martino, a Borgo del Ponte, il segno è lei. Donna, mediatrice culturale, musulmana: si chiama Zakia Bensalah. Moglie di Youssef Sbai, vicepresidente nazionale dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane), sale i tre scalini che conducono all’altare. Sono le 10 e 30, è la messa della domenica. Rito e identità della comunità cattolica.

Ma Zakia sa che deve esserci, che nel giorno della preghiera ecumenica tra cristiani e musulmani, il suo posto è lì, davanti al pulpito: «Non potevo mancare - confida- volevo esserci, come donna musulmana, come membro della comunità musulmana». Deve esserci per esprimere tutta la compassione, tutta la solidarietà al mondo cattolico dopo l’attacco alla chiesa di Rouen e l’uccisione di padre Jacques Hamel. La vicinanza la esprime con poche potenti parole. Potenti nel significato: «In questa triste occasione - legge Zakia dall’altare - siamo arrivati oggi per esprimervi la nostra solidarietà e la nostra vicinanza di fronte all’attacco alla chiesa a Rouen e l’uccisione del padre Hamel».

Esserci è obbligo della coscienza: «La nostra presenza in questa chiesa è un dovere morale, civile e religioso. Consideriamo questo atto criminale come un attacco contro tutti noi». Non più il confine, ma la partecipazione, l’umana condivisione.

«Dobbiamo lavorare insieme - è l’appello all’impegno corale - nel percorso di dialogo e di convivenza armoniosa e contrastare l’odio di questi terroristi e la loro malvagità». Il percorso, il cammino e l’obbiettivo comune. Un cammino che la comunità di Borgo del Ponte ha intrapreso da tempo: «Da anni collaboriamo con la comunità musulmana - racconta il parroco don Lorenzo Corradini - il nostro salone è a disposizione delle donne musulmane che lì seguono lezioni di lingua italiana. Il messaggio di Zakia è potente, è il passo verso di noi. E a chi si avvicina dobbiamo sempre allungare la mano». Segni di accoglienza, passo in un percorso. Nella chiesa di San Martino a Massa e in Duomo, a Carrara, dove a tendere la mano alla comunità cattolica sono stati due fedeli musulmani. (c.s.)

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