Sicurezza
Nel borgo l’atelier di Maria
E’ stato un anno ricco di soddisfazioni per la giovane stilista lunigianese
VILLAFRANCA. Il rilancio di un territorio parte sicuramente dalla capacità di attrarre investimenti e dal coraggio degli imprenditori, non importa se piccoli o grandi, che arrivano a scommettere su un territorio. Negli ultimi cinque anni sono stati sempre di più le realtà imprenditoriali create e gestite da giovani lunigianesi che hanno rintracciato nella propria terra potenzialità non ancora completamente espresse. In questo dato certamente positivo, non si può menzionare che alcuni di essi si sono formati professionalmente e didatticamente al di fuori della Valle della Luna, decidendo di tornare perché di questa terra, dei suoi colori e paesaggi, sentivano la mancanza, scegliendola come sede per iniziare la loro avventura imprenditoriale.
Tra i tanti che hanno compiuto il grande passo c'è una giovane stilista di Villafranca, Maria Giovanna di Santo, che esattamente un anno fa ha deciso di aprire un atelier nel borgo medievale di Filetto. Un vero e proprio salto nel buio, dopo essersi formata a Milano, presso l'Istituto di Moda Burgo, una scuola internazionale di moda italiana, nonostante la giovane età è stata incaricata dallo stesso istituto di dirigere l'avvio della succursale a Jakarta, in Indonesia. Qui ha vissuto per un anno, ma il vero ritorno è stato solo due anni più tardi. La decisione maturata ha rinsaldato la decisione di Maria Giovanna Di Santo che dopo i primi 12 mesi di attività, e la continua collaborazione con l'Istituto milanese, può raccontare un cammino positivo .
«E' stato un anno soddisfacente - afferma Maria Giovanna - sono riuscita ad allargare la mia clientela ed ho guidato una masterclass presso l'Università di Shangai di tre settimane, conclusasi con una sfilata insieme agli studenti. Il coronamento è stato l'invito al Premio Lunezia per il quale, come sponsor, ho realizzato tre abiti». «Non è stato facile immettersi in questo settore - ci confessa - e soprattutto non è facile gestire le mille incombenze. Ci si rapporta anche con la crisi e quindi bisogna adeguare il proprio prodotto alle esigenze della clientela. Spero che finisca questo periodo recessivo, perché non è semplice riuscire a gestire in un periodo come questo un'attività artigianale. Per il futuro spero di riuscire ad assumere anche qualche ragazza che adesso sta seguendo il mio corso professionale, con l'auspicio di riuscire a incrementare il mio raggio d'azione visto che ad oggi sto ricevendo responsi positivi anche dalla zona di Lucca ed alcune richieste da Milano. In un certo senso i sacrifici iniziali sono stati ampiamente ripagati».
Cristiano Borghini
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