Italia
«Il porto è a servizio di pochi»
La consigliera Bienaimè bacchetta la maggioranza: non aiuta le imprese
CARRARA. «Maggioranza nemica dell’impresa che genera lavoro»: lo sostiene in una nota la consigliera di Carrara Bene Comune Claudia Bienaimè.
«Il settore navale non è la prima volta che lancia il suo grido d'allarme e di dolore e che denuncia il mancato sviluppo nel territorio del settore- scrive la Bienaimè - La problematica è arcinota: la mancanza, che ironia, di accesso al mare. Per anni il settore è stato portato per il naso che porticciolo turistico avrebbe risolto problema: progetti, promesse che la stessa maggioranza sapeva di non poter mantenere ma solo generare conflittualità tra imprese di altri settori nella pura logica dividi ed impera! Intanto nel frattempo si sono perse opportunità della fase boom del settore non solo in termini di crescita delle imprese del settore ma anche e soprattutto di posti di lavoro qualificati, i soli a poter determinare un radicamento delle imprese nel territori».
«Tutto ciò - prosegue - quando lo sbocco naturale del settore: il porto scendeva per quantità di traffici, con banchine sempre più vuote ma che di fatto non sono state messe a disposizione del settore la domanda sorge spontanea perché? La risposta è semplice : si voleva mantenere la funzione esclusivamente commerciale del porto e rinfocolare, in maniera strumentale le richieste del settore per in realtà garantirsi un gruppo di pressione per favorire l'ampliamento del plrto, il tutto in nome dei posti di lavoro».
«Ebbene stavolta, con una situazione di crisi occupazionale, con un unico settore quello del marmo che ha nell'escavazione l'unico beneficio, come sappiamo per pochi, è necessario raccogliere la denuncia - continua la Bienaimè - l'ennesima del settore, di Tongiani rivedendo le modalità di gratificazione del porto adeguandosi al settore e attrezzate una banchina! Ci aspettiamo che questa proposta venga accolta con atti concreti».
«Cari Pd e Psi & co - si chiude la nota - ci aspettiamo che anche le forze sindacali possano accogliere questa richiesta tentando di ridisegnare per il territorio un nuovo sviluppo che parta dal considerare i beni comuni , come il porto, non al servizio di pochi ma di tutti».
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