Il Tirreno

Campus estivi parla Volpi: bando da rifare

di Cinzia Chiappini

Sopralluogo del numero uno di Apuafarma Ad agosto meno bimbi, a casa 17 educatori

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CARRARA. Per il mese di agosto è previsto un calo fisiologico delle presenze all’ “Estate Ragazzi” e così 17 educatori rimarranno a casa. «Non possiamo stipendiarli se non c’è lavoro» spiega l’amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi che, in vista dell’edizione 2017 e della tornata elettorale lancia l’allarme: «Serve un nuovo bando, prima del voto, altrimenti sarà il caos». Agosto caldo anzi caldissimo per Apuafarma e per il suo amministratore unico Fabrizio Volpi. Dopo la bagarre di giugno innescata dall’esclusione di una settantina di bambini dall’Estate Ragazzi - “riammessi” poi in extremis grazie a uno stanziamento extra del municipio - il campus sta per tornare al centro delle polemiche. E questo perché, a partire da agosto, è previsto un netto calo delle presenze e un conseguente alleggerimento del personale. Lo spiega il numero uno della municipalizzata che ha trascorso gli ultimi giorni a fare la spola tra le quattro sedi del campus, “armato” di penna e taccuino: «Abbiamo iniziato il campus con 320 iscritti ma per agosto prevediamo un centinaio di presenze in meno» ha annunciato Volpi. L’affluenza all’Estate Ragazzi nei prossimi giorni diminuirà, soprattutto perché tanti genitori andranno in ferie e potranno occuparsi direttamente dei propri figli senza necessità di mandarli al campus. Il servizio proseguirà, fino alla vigilia di ferragosto ma sarà a orario ridotto, limitato alla mattinata.

Il risultato è che si passerà da 320 a 220 bambini, con conseguente “esubero” del personale: «Siamo partiti con 47 educatori: 30 sono dipendenti di Apuafarma a tempo indeterminato, 17 sono lavoratori a contratto che arrivano dalla graduatoria compilata lo scorso anno» spiega l’amministratore precisando che non tutto il personale effettua orari “full-time”.

«Con la riduzione del numero dei bambini ci sarà un esubero di educatori e quindi, ad agosto, non chiameremo il personale che arriva dalla graduatoria» ha annunciato Volpi. La notizia ovviamente si è abbattuta come una tegola sui 17 educatori arrivati dalla graduatoria, alcuni dei quali hanno obiettato che la riduzione del personale farà sì che molti bambini perdano le figure di riferimento che li hanno seguiti nella prima fase del campus. «Stiamo “distribuendo” i dipendenti di Apuafarma in modo che i bambini risentano il meno possibile del nuovo assetto. Certo non possiamo continuare con tutti gli educatori con le presenze ridotte di un terzo» ha spiegato Volpi. Del resto la linea dell’amministratore unico, che tante polemiche ha innescato fin dal suo insediamento, è sempre la stessa: stop ai servizi senza copertura finanziaria e basta sprechi. «Apuafarma è un’azienda pubblica e come amministratore devo rendere conto della sua gestione in primo luogo ai cittadini, e poi eventualmente alla Corte dei Conti» osserva Volpi.

Anche per questo, il numero uno della municipalizzata, rilancia l’allarme sulle modalità di accesso al campus, esattamente come aveva fatto a giugno, durante la bagarre dei 70 bambini esclusi. «L’Estate Ragazzi per 300 bambini costa circa 200 mila euro. Dalle rette ne arrivano a mala pena 20 mila. Se vogliamo continuare a dare questo servizio a questa platea di utenti, c’è qualcosa da rivedere» ribadisce l’amministratore unico.

L'Estate Ragazzi, del resto, piace e anche molto alle famiglie e ai piccoli utenti del campus: non si tratta di un semplice "parcheggio" per chi non sa a chi affidare i propri figli, ma di un servizio che permette ai bambini di fare svariate attività dalla piscina alla spiaggia, sempre sotto l'occhio vigile di personale appositamente formato. La proposta di Volpi per salvare questo "fiore all'occhiello" della sua municipalizzata è nota: fatti salvi i bambini con disabilità e quelli che arrivano da famiglie a basso reddito, che frequentano e dovranno continuare a frequentare il campus gratuitamente, l’amministratore unico chiede l’introduzione di tariffe di iscrizione diversificate a seconda delle possibilità economiche delle famiglie. Il principio è lo stesso che viene già applicato per il servizio di refezione scolastica in tutte le scuole comunali: chi è in carico ai servizi sociali o ha l’Isee sotto i 5 mila euro non paga; tutti gli altri sono divisi in 9 fasce, a seconda del reddito, con una spesa a pasto che varia da 3,70 euro a 6 euro. «Una parte dei costi del campus deve essere coperta dalle iscrizioni, facendo pagare di più i nuclei familiari che se lo possono permettere. Altrimenti si mette a rischio il servizio» afferma Volpi, sicuro che una manovra di salvataggio in extremis come quella effettuata quest’anno dall’amministrazione Zubbani, nel 2017 sarà impossibile. «A fine maggio si vota. Questo significa che la nuova amministrazione, al di là del suo colore politico, non avrà il tempo materiale per pensare all’Estate Ragazzi. Quindi Piazza Due Giugno deve iniziare a lavorare fin da adesso a un nuovo bando…altrimenti sarà il caos» conclude Fabrizio Volpi, senza nascondere una buona dose di preoccupazione per il futuro del campus.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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