Il dolore
«Siamo pochi, non ce la facciamo»
Solo 2 operatori socio sanitari su 5 al pronto soccorso, la Cgil: pazienti abbandonati
MASSA. «Nel pronto soccorso dovrebbero esserci 4 o 5 Oss, ma stamani (ieri per chi legge, ndr.) ce ne sono solo 2». Non è passata nemmeno una settimana da quando Asl ha fatto vanto delle assunzioni all'interno delle strutture sanitarie toscane, che si apre già "un'emergenza personale" nell'ospedale Apuane: mancano gli Oss, Operatori socio sanitari. Ieri, nel turno di mattina, si sono trovati solo in 2 al posto di 5. A renderlo noto è Valerio Musetti, responsabile sanità della Fp Cgil, che ha raccolto le lamentele di una dipendente.
«Per qualche ora - spiega il sindacalista - è stata trasferita una Oss dall'obitorio e il numero è salito a 3, che comunque sono pochi per questo periodo». I ritmi del pronto soccorso infatti in queste settimane è massacrante. Il numero di pazienti è aumentato del 30% in queste settimane, tra turisti, casi di disidratazione (soprattutto anziani) e tanti codici bianchi e azzurri. Eppure il personale, sostiene la Fp Cgil, è rimasto lo stesso. Anzi, è diminuito. Ci sono le ferie, ma anche le malattie lunghe, le 104. E così il personale, è il caso degli Oss, è decimato, costretto a fare carambole umane da un letto all'altro, da un reparto all'altro, su e giù come trottole. Per sette ore nel turno di mattina, otto nel pomeriggio, nove la notte.
«Le malattie sono anche causate da questo lavoro che sta diventando sempre più usurante», racconta un'operatrice socio sanitaria del pronto soccorso che preferisce rimanere anonima. «Non ne tengono conto e ci costringono a un lavoro massacrante». Dall'accorpamento degli ospedali in quello unico nel viale Mattei, poi, il lavoro degli Oss è stato ridimensionato: adesso sono "costretti" ad accompagnare i pazienti dal pronto soccorso ai vari reparti. «E per ogni barella ci vogliono due persone - spiega la donna - Questo significa che a volte in pronto soccorso non rimane nemmeno un Oss e che gli stessi infermieri si debbano occupare dei letti». Ma peggio ancora: è il servizio che viene a mancare.
«A volte non riusciamo a seguire il paziente come dovremmo - confessa la lavoratrice - Non riusciamo magari a portare l'acqua, a cambiare il pannolone, accompagnarlo in bagno. Da quando ci hanno buttato in questo marasma eseguiamo il servizio all'esterno e quindi non siamo presenti all'interno». La Fp Cgil era già scesa in piazza lunedì, con un presidio davanti all'ospedale, per protestare contro la carenza di personale. E annuncia ancora battaglia. «Asl dice di aver fatto assunzioni - commenta Musetti - ma non tiene conto che il personale è comunque in sotto-organico. Ciclicamente si presentano casi di questo tipo e i lavoratori sono costretti a turni massacranti per coprire buchi nel personale. L'altro giorno è successo a medicina, ora al pronto soccorso. Questo modello di sanità è insostenibile per i lavoratori».
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