Sicurezza
La Cgil: sono a rischio 44 posti I lavoratori: eccellenza da salvare
MASSA. Dal mondo della scuola a quello del lavoro il passo è immediato. Anche in negativo. Sembra infatti una reazione a catena quella che potrebbe innescarsi nel caso di chiusura o ridimensionamento...
MASSA. Dal mondo della scuola a quello del lavoro il passo è immediato. Anche in negativo. Sembra infatti una reazione a catena quella che potrebbe innescarsi nel caso di chiusura o ridimensionamento della struttura che ospita il convitto, sì perché meno alunni significa meno ore di lezione, quindi accorpamenti, classi ridotte e infine meno docenti. Ma non solo.
Al convitto lavorano «15 educatori, 22 collaboratori scolastici, 2 guardarobieri, 1 assistente amministrativo, 1 infermiere e 3 cuochi. Sono 44 persone in totale che verrebbero coinvolte direttamente dalla vicenda – spiega il responsabile del settore scuola Cgil Fabrizio Rocca – c'è poi il fatto che il convitto ospita più di 80 alunni e se non dovessero essere riconfermati gli iscritti la scuola si troverebbe con decine di alunni in meno, distribuiti su altre classi. Si perderebbero almeno quattro classi, con forti ripercussioni sull'organico docenti». Docenti ma anche collaboratori e amministrativi per un numero che lievita sopra le 50 unità lavorative.
Stiamo parlando di una ricollocazione e non di una perdita di posti di lavoro, ma l'effetto – denuncia il sindacato – sarebbe comunque devastante: «Sì è un effetto domino – continua Rocca – nel caso in cui ci siano posti liberi per collaboratore scolastico, noi ci auguriamo che il prossimo anno vengano fatte delle immissioni in ruolo, stabilizzando lavoratori precari. In questo modo invece dovranno essere riutilizzati i 22 lavoratori in sovrannumero, che andranno ad occupare i posti disponibili chiudendo ogni possibilità di accesso al lavoratore precario. È un colpo all'interno di un territorio in cui ogni posto di lavoro viene difeso con le unghie e con i denti. Non possiamo accettare che l'inefficienza della pubblica amministrazione possa causare la perdita di posti di lavoro».
«È dal 1995 che abbiamo collocazioni in sedi distaccate per quello che riguarda le aule – spiega Ezio Fruzzetti formatore dell'istituto e delegato sindacale – ma il convitto rappresenta un valore aggiunto anche al di fuori del livello locale. Ogni anno accogliamo decine e decine di ragazzi da tutta la regione che vogliono venire qui a frequentare i corsi, la nostra è una eccellenza, siamo veramente disposti a perdere tutto questo?»
Alessio Profetti
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