Il Tirreno

mostra al blu corner

Gli archetipi del nulla di Richard Silvaggio

CARRARA

CARRARA. «Sono, siamo la sfumatura di grigio che intercorre tra il bianco e il nero. Lo stesso grigio che dà volume ai drappi che dipingo. Drappi che a loro volta danno volume a una figura assente...

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Sono, siamo la sfumatura di grigio che intercorre tra il bianco e il nero. Lo stesso grigio che dà volume ai drappi che dipingo. Drappi che a loro volta danno volume a una figura assente che, nell'atto di cercare e di cercarsi, ne rivela invero l'assenza. La sfida, a mio vedere, sta pure, e soprattutto, nell'arrivare a un'estetica, a una bellezza intrinseca dell'immagine, che sì veicoli un contenuto, ma un contenuto che come un estremo parodosso esprime l'inesprimibile: il nulla».

È il senso di "Archetipi del nulla", la personale dell'artista Richard Silvaggio inaugurata all'interno della mostra Piazza Alberica, al Blu Corner, spazio per l'arte contemporanea in via Loris Giorgi e realizzata in collaborazione con la Galleria Ricci di Marialuce Ricci.

Una mostra interessante che conferma il grande valore di uno spazio espositivo molto apprezzato e amato in città.

Protagonista della personale è Richard Silvaggio, nato a Melbourne (Australia) ma trapiantato a Carrara, dove ha frequentato L'Accademia di belle Arti di Carrara. Il suo percorso artistico inizia seguendo tematiche grottesche, abbinando alle rappresentazioni pittoriche (spesso raffiguranti personaggi goffi e brutti), oggetti fisici, installazioni, con lo scopo di dare una maggiore completezza ai titoli delle opere. Successivamente mette da parte l'aspetto bizzarro per seguire una linea più delicata e decisamente più figurativa.

La figura femminile, il movimento e l'eleganza del corpo diventa per l'artista un punto saldo anche in questi lavori in esposizione.

Richard Silvaggio Abbandona completamente l'uso del colore per dedicarsi solamente all'immagine monocromatica.

La genialità della sua pittura risiede nell'uso sapiente ed elegante del "non colore". Silvaggio riesce con l'uso esclusivo del bianco e nero a creare giochi di chiaro scuro che rendono plastiche le sue figure.  

Quelle della sua ultima produzione, che lui chiama "Gli archetipi del nulla", sono identità nascoste, fluttuanti in uno spazio non definito, donne eteree, armoniche, a volte imponenti come a voler dimostrare che è l'anima che si impone e non la materialità del corpo. Il suo è un linguaggio originale, quasi provocatorio nei confronti di quell'arte contemporanea che a volte si piega ai cliché del mercato: la sua è una libertà che gli consente di mettersi perennemente in gioco sfidando il presente. Silvaggio regala la sua visione poetica dell'inconscio, in una serie di tele e tavole dipinte splendidamente ad olio.

Come archetipi di infantili visioni di fantasmi, lenzuola bianche circolano sospese nel nulla nelle sue opere, riempiendo di stupore chi li osserva aggirarsi nel vuoto o riposare lasciando intravedere la sagoma di chi ne è il proprietario senza mai rivelarne le sembianze.

Protagonista delle sue opere è quella parte dell'essere eterea che è il pensiero, chiamato ad assolvere alla funzione di colmare i vuoti esistenziali, in questo caso materializzato in candide, inquietanti apparizioni scaturite dalla fantasia dell'artista e dalla sua capacità di gestire con la pittura la varietà delle sue rappresentazioni.

Lo scopo dell'artista è quello di creare un intimo dialogo tra l'opera d'arte e l'osservatore; il quadro deve trasformarsi in una sorta di oracolo silenzioso capace di porre domande ed infliggere risposte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web