Il Tirreno

la protesta

Camera di commercio, no ai tagli

I lavoratori dell’ente in piazza contro la riforma del governo

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MASSA CARRARA. I 45 dipendenti della Camera di commercio di Massa Carrara, e i 5 lavoratori dell’Isr, Istituto studi e Ricerche dicono no alla riforma degli enti camerali e annunciano di essere pronti alla mobilitazione. Ieri mattina proprio nella sede della “Camera” di piazza del Colombarotto a Carrara si è tenuta un’assemblea dei lavoratori organizzata dai sindacati confederali. La preoccupazione è alle stelle perché gli effetti della riforma annunciato dal governo si preannunciano pesanti e imminenti. Trasferimenti e demansionamenti del personale, ulteriori riduzione delle risorse, tagli alle funzioni.

«Questa non è una riforma è una chiara volontà di chiudere tutti gli enti camerali» hanno segnalato parti sociali e lavoratori. A raccogliere il loro grido di allarme il sindaco di Massa Alessandro Volpi e la vicesindaca di Carrara Fiorella Fambrini che hanno espresso profonda preoccupazione. Particolarmente accordato l’intervento del primo cittadino massese che riflettendo sui tagli già fatti alle province e a quelli in annunciati sulle prefetture ha dichiarato: «C’è un trend al dimagrimento degli enti che rischia di produrre gravi inefficienze, soprattutto perché le funzioni spesso non vengono ridistribuite in modo efficace» ha detto Volpi.

«Ci stanno dicendo che non serviamo ma mi chiedo chi erogherà i servizi che finora abbiamo garantito» ha polemizzato Massimo Marcesini, ricercatore dell’Isr. Ancora più chiaro Enrico Ciabatti, segretario della Camera di Commercio apuana: «Questa riforma attua semplicemente quello che Matteo Renzi disse già nel 2010 ovvero che le Camere di commercio andavano abolite».

Il 3 agosto a Firenze si terrà una manifestazione regionale con tutti i dipendenti degli enti camerali toscani alla quale parteciperà anche una delegazione della Camera di commercio apuana. Secondo la Uil, il progetto elaborato dal Dipartimento affari legislativi della Presidenza del Consiglio prevede solo per la nostra Toscana 200 esuberi (su un totale di 700 lavoratori), da sommare ad altri 200 esuberi del personale delle aziende speciali che collaborano con gli enti.

Cinzia Chiappini

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