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di Giulia Rafanelli

MASSA. Ce lo siamo chiesti un po’ tutti (se lo anche chi scrive): «Come è possibile che in meno di una settimana siano impazziti tutti per i Pokemon?». Chiederselo, ovviamente, presuppone non aver...

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MASSA. Ce lo siamo chiesti un po’ tutti (se lo anche chi scrive): «Come è possibile che in meno di una settimana siano impazziti tutti per i Pokemon?».

Chiederselo, ovviamente, presuppone non aver scaricato l’App Pokemon Go. Non essere, ovvero, in quei circa 75 milioni di utenti che ce l’hanno a portata di mano sul proprio smartphone. Perchè questi sono i download totalizzati dall’applicazione (uscita ad inizio mese) che svetta in cima alla classifica di quelle più redditizie del mercato del web.

Anche ammettendo di non far parte di quei 75milioni, forse però riconosciamo in nostro figlio uno di quei ragazzi che da qualche settimana girano per la città con telefono in mano come moderni Ghostbusters 2,0.

«Ne ho visto uno, è sul ponte». E’ una mania.

Dall’alto lato del ponte, c’è invece chi si sbraita nel condannare un gioco “diseducativo”, “figlio di un’epoca e di una generazione che ha fatto del cellulare, il nuovo Dio”.

Sorvolando sul fatto che quei 75 milioni non possono essere solo adolescenti, sorvolando sul fatto che la folla impazzita di Central Park dove pare fosse stato avvistato un Pokemon raro, non era composta solo da ragazzini, forse vale perdere un minuto per fare una riflessione diversa su questo fenomeno dai confini mondiali.

La storia insegna che i più grandi pionieri dell’imprenditoria hanno trovato la chiave del successo riuscendo ad interpretare i tempi prima di altri adattandoli ad altri scopi. I loro scopi. Mercedes in questi giorni testerà l’esca “PokemonStop” nelle sue concessionarie per “catturare” clienti che magari scopriranno di essere interessati alle auto di lusso mentre cercano Pikachu &Co (immagine a destra); la stessa cosa hanno deciso di fare i ragazzi dell’associazione “Pokemon eventi” in occasione della serata di questa sera “La spiaggia in città” promossa dal centro commerciale naturale “Massa da Vivere” ed è proprio con i negozi del Ccn che è stata messa a punto l’idea di sfruttare i Pokemon per aiutare le vendite. Detto più semplicemente: l’idea è usare questa nuova mania per portare i ragazzi (e non solo) dentro i negozi. Idea spostata in pieno da alcuni esercenti che ci hanno visto grandi potenzialità commerciali.

Proprio come sta sperimentando la Mercedes anche alcuni esercenti hanno deciso di prestarsi per fare in modo che nel proprio locale siano attirati i partecipanti al Safari. Perchè? Perchè non si sa mai che a forza di cercare Pokemon si finisca dentro la gelateria e a quel punto non si prenda anche un gelato. Oltre alle vendite, tra le finalità dell’iniziativa c’è anche quella di creare momenti di aggregazione tra i più giovani e permettere loro di conoscere qualcosa di più della loro città. La formula ideata insieme ai commercianti del Ccn a ben vedere non fa altro che sperimentare formule innovative e di tendenza di marketing sia turistico che commerciale: questi PokemonStop altro non sono che punti di massima concentrazione di Pokemon e saranno come il miele per le api. Solo che, quando il cacciatore sarà spinto nell’esca, oltre al Pokemon, potrà trovare anche targhe virtuali (si sta parlando di realtà aumentata) con nozioni e curiosità storiche e culturali di Massa. Portare i giovani (ma non solo) in piazza, insomma è il fine ultimo secondo la filosofia: “Il fine giustifica i mezzi”. Per gli scettici non resta che aspettare e capire se questa mania contagiosa si esaurirà nel giro di poche settimane o se avranno avuto ragione coloro impegnati per asservirla ai propri scopi.

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