Il Tirreno

Si scambiavano foto di bambini Nei guai 7 studenti universitari

Si scambiavano foto di bambini Nei guai 7 studenti universitari

Le immagini sono state ritenute dalla procura distrettuale di Catania materiale pedopornografico Indagato anche un giovane di Massa Carrara. Vive con la mamma: la donna era all’oscuro di tutto

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MASSA CARRARA. Si scambiavano fotografie di bambini con meno di dodici anni immortalati in pose erotiche. Scatti che si concentravano soprattutto sui piedi delle vittime delle morbosità di un gruppo di studenti universitari perlopiù ventenni che erano entrati in contatto tra di loro attraverso una darknet (vedi box in basso). I sette giovani sono stati scoperti dopo un’accurata indagine del compartimento polizia postale di Catania e indagati dalla procura etnea per pedopornografia. Sono residenti in varie città italiane, tra queste anche una in provincia di Massa Carrara.

Il ragazzo apuano faceva parte di un gruppo virtuale di pedofili amanti del feticismo. Gli iscritti mostravano una particolare attrazione per foto e video ritraenti i piedi di bambini con meno di dodici anni, condividendo però anche immagini di minori in pose erotiche. E proprio nel corso delle attività di monitoraggio della rete più sommersa, che gli investigatori della polizia postale di Catania, su input della procura distrettuale, sono riusciti a individuare in varie città italiane i sette indagati. Nel corso dell'operazione denominata "Kids feet", sono state eseguite perquisizioni domiciliari ed informatiche nelle abitazioni degli indagati a Messina, Enna, Alessandria, Bologna, Ancona, Lucca e Massa Carrara. Quasi tutti i ventenni finiti nel registro degli indagati sono ancora conviventi con i genitori. Per esempio l’apuano vive con la mamma. Solo alcuni di loro avevano precedenti in materia di pornografia minorile, mentre altri, nel corso delle perquisizioni, hanno inizialmente sostenuto che non pensavano fosse reato quello che stavano facendo, ma la successiva analisi del contenuto dei loro computer faceva emergere anche l'archiviazione di immagini pedopornografiche. Il materiale sequestrato nella casa di Massa Carrara è stato inviato ai colleghi apuani che lo vaglieranno nei prossimi giorni. Mentre è facile che invece il giovane di Massa Carrara venga sentito nella nostra questura. Tanto che ha spiegato agli agenti che hanno fatto la perquisizione che provvederà a nominare un avvocato di fiducia.

Gli agenti etnei sono stati bravi a intrufolarsi nella rete scura e a conquistare la fiducia di questa cerchia ristretta di feticisti. Ma c’è volute tempo per riuscire nell’impresa di farsi ammettere nel club e soprattutto gli inquirenti hanno dovuto interessarsi agli scatti feticisti. Lo scambio di materiale in alcuni casi avveniva dopo il pagamento di una cifra, ma la maggior parte delle volte gli studenti facevano come le figurine di un albun. E al massimo ripagavano il proprietario con una immagine che avevano e che mancava a lui. A impressionare però è la facilità con cui questi ventenni si muovevano sulla darknet, come se fosse una cosa normale. E dai loro racconti si è capito che veramente credevano di non commettere nulla di così scandaloso smerciando quelle fotografie. Anche se il materiale pedopornografico ritrovato in alcuni computer è davvero pesante. L’indagine comunque non si ferma qui e potrebbero esserci ulteriori risvolti. Anche locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web