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Sciopero e presidio i metalmeccanici bloccano il viale

Sciopero e presidio i metalmeccanici bloccano il viale

CARRARA. Prima lo sciopero, poi la carovona e infine il blocco stradale, nel viale XX Settembre. La protesta degli operai metalmeccanici, a Massa-Carrara, si è fatta sentire eccome, anche se la...

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CARRARA. Prima lo sciopero, poi la carovona e infine il blocco stradale, nel viale XX Settembre. La protesta degli operai metalmeccanici, a Massa-Carrara, si è fatta sentire eccome, anche se la partecipazione non è stata poi così ampia, non come le attese. Lo sciopero era stato indetto a livello nazionale da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per il rinnovo del contratto. Era di quattro ore, ma la provincia ha raddoppiato: otto ore, più corteo da Massa a Carrara, più presidio, più blocco stradale con tanto di automobilisti infuriati che cercavano comunque di oltrepassare il corteo. D'altronde il settore metalmeccanico è stato fino ad oggi uno dei polmoni dell'economia apuana. Un baluardo del lavoro adesso sempre più instabile: dalla crisi, che ha abbattuto dei "big" nel territorio, come la Eaton e la Syntech, all'impasse del contratto nazionale che è stato rinnovato - dopo numerose battaglie sindacali - solo alla piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica, cioè a una piccolissima parte dell'intero settore. Il 5% secondo i dati dei sindacati, che ieri sono quindi tornati in piazza, uniti, per protestare. Lo avevano già fatto ad aprile. Ed erano almeno otto anni che i sindacati dei metalmeccanici non trovavano l'unità. Nel mirino c'era e c'è Federmerccanica, associazione di categoria degli imprenditori, accusata di voler cancellare il contratto nazionale e negare aumenti salariali quasi alla totalità dei lavoratori. Gli operai metalmeccanici quindi ieri incrociato le braccia per otto ore. Si sono ritrovati a Massa, davanti alla Nuova Pignone, simbolo dell'industria metalmeccanica apuana. Da qui è partita una carovana che ha fatto tappa nelle altre fabbriche simbolo del territorio - Nuova Pignone ad Avenza, Nca a Marina - rimpolpandosi di auto, motorini e bandiere a ogni tappa, fino ad arrivare all'ultima stracolma: la sede dell'Associazione degli industriali. In auto c'erano i tre segretari provinciali di categoria: Luisa Pietrini della Fiom, Michele Folloni della Fim- Cisl, Giancarlo Leorin della Uilm. E poi i lavoratori e le lavoratrici delle varie ditte locali. Clacson spiegati, bandiere fuori dai finestrini. Gli operai hanno rallentato il traffico per tutto il tragitto, fino a bloccarlo del tutto nel viale XX Settembre, dove hanno tirato fuori cassa e microfono e fatto il loro comizio. Il succo della protesta è racchiuso nelle parole di chi è in piazza. «La proposta formulata da Federmeccanica e Assistal sul salario - dicono i sindacati - non riconosce al 95% dei lavoratori alcun aumento, rendendo così inutile e residuale il contratto nazionale». (m.c.)

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