Sicurezza
Antiterrorismo: intensificati i controlli in spiaggia, alla stazione e negli Internet point
Le forze dell’ordine sono concentrate soprattutto sul litorale ma l’ordine del Viminale è di non spaventare i bagnanti
MARINA DI MASSA. Non ci sono le forze per fare un controllo capillare del litorale apuano, stabilimento balnerare per stabilimento balneare. E così le verifiche antiterrorismo si fanno, come disposto dal Viminale in una circolare inviata alle prefetture circa una settimana fa, ma in maniera soft. Le forze dell’ordine fanno sentire la loro presenza, anche se non possono garantire un arco di ore sufficiente per coprire una giornata di mare. Ma l’allerta attentati è alta in tutta la penisola, specie dopo quello che è successo a Nizza.
Questura, comando provinciale di carabinieri e finanza e capitaneria di porto stanno monitorando le spiagge, ma non solo. Anche perché è difficile controllare i venditori ambulanti, o meglio si può fare ma creerebbe una tensione insostenibile e quindi si preferisce una verifica da lontano. Ma comunque efficace. A Marina di Massa si parte dal pontile e poi piano piano si passa in rassegna il lungomare, a Marina di Carrara è più protagonista la capitaneria. Ma i risultati sono gli stessi: ogni situazione strana viene segnalata alle centrali operative per disporre l’intervento. Che scatta immediato e interforze, anche se non si temono azioni kamikaze. Sarà un agosto difficile, almeno per quanto riguarda la prevenzione. Con agenti e militari mobilitati per garantire a tutti una tintarelle senza timori di sorta.
Occhi aperti non solo in spiaggia, però. Le forze dell’ordine stanno monitorando diversi obiettivi sensibili, come la stazione, i call center, gli Internet point e i luoghi di culto islamici. Pattuglie, anche in borghese, tengono d’occhio chi frequenta questo genere di posti da tempo. Dopo Nizza si è alzato il livello di guardia. Con particolare attenzione allo scalo ferroviario, ritenuto dagli inquirenti un crocevia pericoloso. Anche se va detto che per ora si tratta di operazioni di prevenzione che polizia, carabinieri e guardia di finanza stanno attuando su ordine di Roma. Come nel resto del territorio italiano. Anche se Massa è particolarmente attenzionata, come si dice in gergo, per un fatto avvenuto più di un anno fa. Quando fu scoperto che in città abitava, senza lasciare traccia alcuna, un tunisino finito nel registro degli indagati della procura di Brescia. L’operazione si chiama Balkan connection e ha permesso di smantellare una cellula di estremisti islamici, dedita al reclutamento di aspiranti combattenti e al loro instradamento verso le milizie del califfato, che operava tra l’Italia (nelle province di Brescia, Torino e Massa Carrara) e i Balcani. Il nordafricano finito nel mirino della Digos aveva tenuto fitti rapporti con tre persone arrestate, manifestando il suo interesse, attraverso email, sms e soprattutto Facebook, a un suo possibile reclutamento. Per gli investigatori aveva già la valigia pronta e voleva abbracciare la causa dell’Isis. Nell’appartamento che occupava pagando regolarmente l’affitto la polizia aveva trovato parecchi documenti ritenuti vicini ai terroristi islamici. Materiale che è stato attentamente consultato e ritenuto interessante.
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