Sicurezza
Vende un cucciolo malato: condannato il negoziante
Sei mesi e la pena verrà sospesa solo se risarcirà il danno che ha provocato Il cagnolino, che non era nemmeno della razza richiesta, è morto quasi subito
MASSA. Il venditore del negozio di animali, nel frattempo chiuso, è stato condannato a sei mesi per truffa dal giudice Alessandro Trinci per aver dato a una cliente un cane che non era della razza che credeva la donna e soprattutto era affetto da una grave patologia che lo ha portato alla morte. La pena verrà sospesa soltanto che Luigi Diamanti, questo il nome dell’imputato, risarcirà la parte civile, rappresentata dall’avvocato Walter Mattarocci, del danno subito.
L’episodio risale a quattro anni fa. Tra i capi d’accusa oltre alla truffa c’era l’aver introdotto nel territorio nazionale animali di provenienza estera senza il sistema di identificazione e le necessarie certificazioni sanitarie. Non a caso il cucciolo doveva venire da Napoli ma a quanto pare era nato in Slovacchia. Non solo. La cliente voleva un maltese invece le hanno dato un «bichon à poil frisè», una razza simile, quando si parla di cuccioli. Che però crescono. Certa di aver preso un maltese, la giovane aveva pagato 500 euro. Ma il cagnolino è morto poco dopo la consegna. Tra atroci sofferenze, perché non riusciva a camminare e rifiutava il cibo.
Diamanti in aula si è difeso spiegando che aveva preso il cucciolo a Napoli e che l’animale aveva i documenti e che gli avevano anche mostrato la madre e gli altri cuccioli. Il venditore si era accorto che il cagnolino stentava a mangiare e aveva chiesto una settimana di tempo per controllare che la bestiola stesse bene alla cliente. Invece lei aveva forzato i tempi e non si era fatto nemmeno dire cosa la bestiola doveva mangiare e come. L’avvocato Mattarocci però ha presentato una mail dove il commerciante scriveva che animale sta bene e invitava ad andare a prenderlo. E ha vinto la causa.
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