Sicurezza
La Costa contesta la circolare
ALBIANO. Ma fare i conti senza l'oste non è mai bene. In particolare, se l'oste si chiama Mauro Costa, patron dell'impresa di trattamento dei rifiuti che porta il suo nome e il suo cognome. E non c'è...
ALBIANO. Ma fare i conti senza l'oste non è mai bene. In particolare, se l'oste si chiama Mauro Costa, patron dell'impresa di trattamento dei rifiuti che porta il suo nome e il suo cognome.
E non c'è proprio niente di cui stupirsi se l'Impresa Costa Mauro s.a.s. reagisce alla circolare dell'ATO rifiuti mettendo nero su bianco che «il provvedimento è lesivo ed illegittimo, è un'errata interpretazione della circolare Orlando (ministro dell'ambiente con il governo Letta n.d.a.).
Per noi il residuo della raccolta differenziata - prosegue la ditta Costa - è fondamentale, anche perché è secco e non contiene organico, se non in percentuale al di sotto del 10%; altrimenti la raccolta differenziata porta a porta che si fa a fare. I cittadini per poter conferire devono dividere umido e secco altrimenti non viene ritirato».
Quindi, la ditta Costa pare decisa a non volere rinunciare al rifiuto indifferenziato che secoindo l’Ato va portato ad un impianto come il Cermec di Massa (i cui soci prinicpali sono i Comuni di Massa e di Carrara).
Nella nota scritta vengono anche forniti alcuni interessanti numeri: «Basti pensare che dalle 18mila tonnellate annue di residuo siamo scesi a circa 5mila e 500. Quindi, come possiamo avere un materiale carico di organico? Comunque, l'Impresa Costa Mauro sas è perfettamente in regola ed ha seguito tutti i criteri dettati della legge, attenendosi scrupolosamente - così si conclude la nota - a tutte le direttive e circolari in essere».
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