Il Tirreno

Fa discutere l'opera in marmo che omaggia le vittime degli attentati

Michele Monfroni con l’opera Verità nascoste
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Michele Monfroni con l’opera Verità nascoste

Si chiama "Verita nascoste" ed è un volto coperto che sta tenendo banco alla rassegna artistica di Torano.
La firma è di Michele Monfroni: "Non c'è niente di polemico, è un invito alla riflessione, con un riferimento a quanto succede nel mondo"

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CARRARA. Un capo a grandezza naturale in marmo statuario, un volto coperto di cui si intravedono a malapena gli occhi e le sembianze che richiamano quelle stereotipate di un attentatore, incastonato al centro di una sfera. Non poteva in questo periodo non attirare l'attenzione “Verità nascoste”, una delle otto opere installate da Michele Monfroni, esposta per l'edizione numero diciotto di “Torano Notte & Giorno”, la rassegna d'arte contemporanea iniziata lunedì 25 e diretta da Emma Castè, nel borgo ai piedi delle cave di marmo carraresi. Ha fatto, e farà, dunque discutere e ha acceso l'inizio dell'evento dell'estate toranese, l'opera di Monfroni che dal marmo statuario ha estratto un volto che, di questi tempi, si traduce in timore. «Nell'opera, però, non c'è nessun tipo di provocazione», spiega chi l'ha realizzata, ovvero Michele Monfroni dell'omonimo studio della vicina Codena che da oltre cinquant'anni è un punto di riferimento per la scultura e che ha portato il know how carrarese nel mondo. «L'opera – precisa infatti l'artista – è solo un omaggio, nello specifico, alle numerose vittime degli attentati terroristici. L'idea – prosegue – è inevitabilmente legata con i temi dell'attualità ed è nata poco prima degli ultimi tristi e noti avvenimenti». Nessuna provocazione, dunque, piuttosto un omaggio alle vittime e un modo per poter riflettere sulla questione terrorismo con il piglio, la sagacia e l'abilità dell'artista. «La sfera – ne descrive le particolarità – che racchiude la testa vuole dare il senso della globalità del problema. L'ho resa a forma sferica appositamente per sottolineare questo aspetto». «Più generalmente – racconta lo scultore carrarese – l'invito è quello alla riflessione, con un riferimento particolare a quello che sta succedendo nel mondo. In altre opere, come “Non dormir sonni tranquilli” ho voluto invece mettere l'impronta delle mie mani per il significato che trasmettono, ovvero pace e collaborazione». Insomma, l'arte, in questo caso espressa in scultura marmorea, come «mezzo di riflessione», chiosa Monfroni, che «deve essere libera». Ma non solo “Verità nascoste” per Michele Monfroni: l'invito a riflettere tramite la scultura si è esteso, infatti, anche nelle altre sette opere presenti nel borgo che sorge poco sopra il centro di Carrara. E' il caso, ad esempio, della “Giusta dose”, due contenitori appesi «tipo flebo», come descrive l'opera l'artista. Un invito, anche in quest'opera, da parte dello scultore, a riflettere e a prendere tutto «con la giusta dose appunto, senza esagerazioni, con un riferimento sì a problematiche generali, ma che si può estendere anche alle questioni del nostro territorio, al mondo del marmo, a cominciare dall'escavazione», puntualizza. «Per quanto riguarda la rassegna artistica – chiude sull'evento toranese lo scultore apuano – ho notato molto interesse e molta voglia di conoscere e vedere le opere degli artisti coinvolti. Ci sono tra questi tanti nomi importanti, italiani e anche stranieri. Il paese, inoltre, è molto presente e si presta poi particolarmente all'evento: una location azzeccata perché in ogni angolo si scoprono opere d'arte».

(l.ba.)

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