Sicurezza
Dalla “letteraccia” alla minaccia di richiesta danni
MARINA DI CARRARA. Calma piatta in mare aperto, acque agitate dentro al porto. Dove, dopo anni di bonaccia, si è scatenata una bufera che vede “tutti contro tutti” in uno scontro mai visto, e anche...
MARINA DI CARRARA. Calma piatta in mare aperto, acque agitate dentro al porto. Dove, dopo anni di bonaccia, si è scatenata una bufera che vede “tutti contro tutti” in uno scontro mai visto, e anche con un’indagine della Procura della Repubblica su presunte irregolarità nella assegnazione delle banchine in concessione. Lo scontro è proprio sulle concessioni demaniali. Che vengono rilasciate dall’Autorità portuale, ma sono deliberate dal Comitato portuale (ente in cui ci sono sindaco, Capitaneria, rappresentanti degli armatori, degli spedizionieri... ecc.). Ebbene, secondo la Porto di Carrara Spa, la società fino a ieri “monpopolista” di fatto del porto di Marina di Carrara – monopolio rotto dall’arrivo della linea Grendi – l’Autorità portuale avrebbe indebitamente frenato il procedimento per concedere alla Porto Spa le aree richieste. Provocando danni alla società di Bogazzi. Paolo Dello Iacono, amministratore delegato della Porto di Carrara Spa, giorni addietro ha inviato un letteraccia al presidente dell’Authority Francesco Messineo. Letteraccia in cui, in sostanza, si minaccia una denuncia alla procura nel caso in cui la Autorità perduri nella sua “inerzia amministrativa” e ritardi ancora la conclusione del procedimento amministrativo per il rilascio delle concessioni demaniali richieste dalla Porto Spa. Richieste, rimarca Dello Iacono, su cui c’è stata “una positiva deliberazione del Comitato portuale”, che ha “già espresso la propria volontà di assentire le aree richieste dalla Porto di Carrara per un periodo di 20 anni”. Insomma, il principale operatore del porto accusa l’ente che gestisce il porto stesso di mettergli i bastoni fra le ruote. Cose mai viste a Marina.
Ma c’è di più. La Porto di Carrara. Nella lettera indirizzata a Messineo, parla di “alcuni membri comitatisti”, i quali “avrebbero espresso perplessità in ordine all’istruttoria amministrativa seguita dall’Autorità portuale in merito alle procedure di pubblicazione” della “gara” per l’assegnazione delle concessioni. Tradotto: questi “membri comitatisi” che altro non possono essereche la Capitaneria di Porto hanno sollevato la questione della scarsa evidenza pubblica nella partita delle concessioni. Le aree, cioè, potrebbero essere state messe in assegnazione senza una gara europea e ciò potrebbe avere avvantaggiato alcuni soggetti piuttosto che altri. E questa sarebbe una delle ragioni per cui l’Autorità portuale ha rallentato la delibera di concessione alla Porto di Carrara Spa. Ma la scarsa evidenza pubblica delle procedure di assegnazione delle aree portuali – con conseguente alterazione della libera concorrenza – sarebbe anche alla base dell’inchiesta della procura di Massa sull’Autorità portuale stessa. Inchiesta in cui la procura si avvale delle indagini, guarda caso, svolte dalla Capitaneria.
Questo il retroscena che porta, oggi, alla seduta del comitato portuale.
(c.f.)
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