Il Tirreno

Alga tossica, si sentono male in dieci

di Melania Carnevali
Alga tossica, si sentono male in dieci

Controlli di Arpat e Capitaneria di porto confermano i valori elevati. Ma per ora nessun divieto da parte dell’Asl

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MARINA DI MASSA. Hanno iniziato ad accusare mal di testa, all'improvviso, mentre erano in spiaggia. E così sono stati attivati subito i controlli, fino alla conferma: in mare c'è l'alga tossica. Ancora. Lo comunica Arpa Toscana che è intervenuta domenica scorsa sul litorale massese, insieme alla Capitaneria di porto di Marina di Carrara e alla polizia municipale di Massa, per un sopralluogo in seguito alla segnalazione, da parte della protezione civile, di alcuni casi di malessere accusati da bagnanti nella zona di Marina di Massa. Per la precisione dieci, tra cui un bagnino, dice in una nota l’ente inviata agli organi di stampa. Insomma, il problema c’è stato e ha avuto conseguenze serie.

Dai campionamenti sono emersi valori «particolarmente» alti in alcuni tratti, in particolare davanti al bagno Asciutti, a Marina di Massa, e al Santa Zita. Ma la presenza dell'alga è stata rilevata anche davanti alla colonia Torino, anche se con valori decisamente più bassi. «Vista la persistenza delle condizioni che favoriscono la fioritura dall'alga tossica Ostreopsis Ovata - rende noto l'agenzia - che nel campionamento effettuato da Arpat il 20 luglio era già superiore ai limiti previsti dalle linee guida del ministero della Salute, il personale di Arpat ha deciso di effettuare nuovi campionamenti all'interno delle tre vasche delimitate da scogliere, una antistante il bagno Zita una antistante la colonia Torino e l'altra antistante il Bagno Asciutti». Ebbene, dai campionamenti è emersa la presenza di alga tossica. In due casi si tratta di valori particolarmente elevati. Si tratta del tratto del bagno Asciutti, dove i valori sono tre volte tanto il limite, e quello del Santa Zita, dove i valori sono oltre cinque volte tanto.

Ma come si forma questa alga? La sua proliferazione è legata essenzialmente a fattori climatici, come il caldo, la pioggia scarsa e il mare calmo. Non è un caso che nel litorale l'alga si formi prevalentemente nelle vasche chiuse, dove l'acqua è molto più calda rispetto alle altre zone. I segni della sua fioritura in alcuni casi sono osservabili a occhio nudo; sott'acqua si forma infatti una pellicola brunastra dall'aspetto membranoso e gelatinoso sugli scogli e su tutto ciò che si trova sul fondo. Arpat - oltre alle emergenze - ha stabilito le aree a rischio e ha predisposto dei piani di monitoraggio sia per la matrice acqua che per il substrato.

«Come criterio generale - fa sapere l'Agenzia - sono state scelte le stazioni che negli anni di indagine hanno evidenziato il superamento, in almeno una campagna di monitoraggio, del limite previsto dalle linee guida ministeriali come soglia di attenzione».

I tratti interessati hanno tutti determinate caratteristiche geomorfologiche, come substrato roccioso, ciottoloso, presenza di pennelli e barriere artificiali, comunque a scarso ricambio idrico, dove le acque raggiungono appunto temperature elevate. L'Asl invita le persone che presentano sintomi a comunicarlo all'azienda sanitaria.

I provvedimenti serviranno a evitare malori come quelli che si sono verificati domenica scorsa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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