Sicurezza
"La sanità è al collasso, al Noa mancano infermieri": il grido d'allarme della Cgil
Presidio dei sindacalisti nel viale Mattei: «Il pronto soccorso è in affanno»
MASSA. «Siamo al collasso, i servizi dell’Asl area vasta Nord Ovest non possono più reggere a lungo». Valerio Musetti, responsabile sanità della Fp Cgil, parla dalla porta d’ingresso dell’ospedale Apuane, in viale Mattei, dove ieri mattina il sindacato ha dato vita a un presidio di protesta contro la carenza di personale all’interno della struttura sanitaria. E come a Massa, anche a Viareggio, Pisa, Lucca e Livorno. I sindacalisti si sono riuniti davanti agli ospedali e hanno riempito le auto in sosta di volantini. Il filo conduttore lo stesso: i tagli alla sanità, il personale che non ce la fa, i servizi che ne risentono. D’estate poi, quando il pronto soccorso si riempie di turisti e anziani e il personale sanitario è costretto a fare carambole umane per seguire tutti e placare gli animi dei pazienti infuriati per l’attesa.
«Il definanziamento - si legge nel volantino sotto il tergicristallo di una macchina - il vuoto contrattuale causato dal blocco di sette anni dei contratti nazionali, il caos organizzativo accentuato dalla attuazione della legge regionale 84 del 2015, sta cambiando la natura di servizio pubblico gratuito e universale che è stato costruito in anni di buona pratica».
Secondo la Fp Cgil è soprattutto il pronto soccorso a risentire della carenza di personale. Almeno ora, d’estate. «Durante il periodo estivo- commenta Valerio Musetti - come ogni anno, aumentano i pazienti, dal momento che ci sono i turisti. L’aumento quest’anno è del circa 30%, eppure il personale è più o meno lo stesso». Gli infermieri nel pronto soccorso, infatti, secondo la programmazione dell’azienda sanitaria, dovrebbero essere 48, ma sono 45. «Ma anche negli altri reparti gli infermieri sono sotto-organico - continua Musetti - e considerando che adesso ci sono anche le ferie, chi rimane a lavoro è costretto a saltare il turno di riposo e a occuparsi di tantissimi pazienti. Il lavoro è massacrante. E il risultato è che anche la qualità del servizio ne risente».
Questo succede, secondo i sindacati, per «un errore nella programmazione», dice Patrizia Bernieri segretaria provinciale della Fp Cgil. Le graduatorie infatti sono terminate da tempo, eppure solo adesso è stato aperto il concorso per l’assunzione di infermieri. «Il risultato è che si potrebbe assumere centinaia di professionisti ma non si sa dove», dice Bernieri. Oppure, come sta succedendo, che si aprano nuove forme contrattuali. Ossia gli interinali.
Ma anche per gli Oss la situazione «è tragica», dicono dalla Fp Cgil. «Consideriamo che un Oss dovrebbe occuparsi di 15 posti letto - commenta Musetti - che comunque ci sembrano fin troppi, a volte capita, soprattutto nel periodo estivo, che arrivino a occuparsi di 48 posti letto. Come si può pretendere che il servizio poi sia buono? Ne risente per forza». Ma anche i tecnici e i medici scarseggiano, secondo i calcoli del sindacato. «Mancano - rende noto Musetti - a radiologia e pneumologia, ad esempio».
Anche la Cisl nei giorni scorsi si è mossa, presentando un esposto in Procura per chiedere alla magistratura di fare accertamenti sulla eventuale carenza di personale al nuovo ospedale della Apuane. Ma per la Fp Cgil c’è dell’altro. Secondo Patrizia Bernieri la sanità apuana è in ritardo nel suo programma un po’ in tutto. I presidi sanitari, ad esempio. «Questi - dice la segretaria provinciale della Fp Cgil - aiuterebbero e non poco a alleggerire l’uso improprio dell’ospedale, come nei casi degli anziani disidratati». In questi giorni infatti si è registrato un boom di accessi al pronto soccorso dell’ospedale apuane per disidratazione. «Non sono un’esperta - continua la sindacalista - ma credo che questi casi si possano tranquillamente curare nei distretti sanitari. Ed è per questo che nel territorio c’è bisogno di accelerarne la realizzazione». Quello di ieri, fanno sapere i sindacalisti, è stato solo una delle tante proteste che verranno messe in campo nei prossimi mesi per protestare contro la carenza di personale nella sanità apuana.
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