Il Tirreno

Falsi incidenti, condannato legale

Falsi incidenti, condannato legale

Una pena di due mesi all’avvocato Monticelli. Assolti i due carrozzieri e i presunti prestanome

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MASSA. Dei cinque imputati che erano alla sbarra ne è stato condannato soltanto uno per due mesi con sospensione della pena e non menzione. Si è concluso così un processo su delle presunte truffe alle assicurazioni per incidenti stradali che secondo la procura non si erano mai verificati. Il giudice Fabrizio Garofalo invece ha assolto due carrozzieri di Avenza, Davide e Alessandro Del Padrone, e due persone - Mirko Babbini di Ortonovo e Riccardo Frediani di Carrara - indicate dal procuratore capo Aldo Giubilaro, che aveva portato la vicenda davanti al gup chiedendo (e ottenendo) il rinvio a giudizio), ritenute prestanome del raggiro. Unico condannato l’avvocato Paolo Monticelli, originario di Sanremo e residente a Carrara, difeso dall’avvocato Paolo Pasquali. L’unico reato rimasto in piedi nei suoi confronti, tra prescrizioni e assoluzioni per non aver commesso il fatto, è quello di aver autenticato delle firme false servite poi per chiedere il risarcimento danni alle compagnie assicurative, che infatti si erano costituite parti civili.

Secondo quanto aveva ricostruito l’accusa, i cinque imputati, con ruoli diversi, avevano simulato sinistri stradali con danni ai mezzi ma anche alle persone in realtà inesistenti. Allo scopo di ottenere in modo indebito gli indennizzi. Un “modus operandi” che consisteva in false dichiarazioni con cui poi venivano certificati i presunti sinistri e ottenuti i risarcimenti. «Somme relative ai danni subiti dai veicoli che venivano messi nero su bianco dai carrozzieri di Avenza», aveva detto il procuratore capo. E che si concludevano sempre con la constatazione amichevole del sinistro stesso, con relativo indennizzo da parte dell’assicurazione. Un risarcimento che veniva avvalorato da un preventivo “confermato in ogni sua voce, spesa e danno” dai titolari della carrozzeria. In dibattimento però la tesi del modus operandi si è sciolta come neve al sole, prova ne sia che i due carrozzieri sono stati completamente prosciolti perché non hanno commesso il falso. Per il giudice Fabrizio Garofalo le somme richieste erano legittime, insomma.

Mentre i quattro imputati che sono stati assolti sono soddisfatti, attenderà i 60 giorni per il deposito delle motivazioni l’avvocato Monticelli, l’unico condannato nel procedimento (anche se la pena è stata sospesa ed è stata decisa la non menzione): «Io ho solo preso quelle carte firmate dai clienti della carrozzeria, mi sono limitato a questo eppure sono stato ritenuto responsabile. Chiaramente presenteremo ricorso in appello, anche perché desidero il mio proscioglimento nel merito».

L’iter del fascicolo sulle presunte truffe alle assicurazioni è stato difficile e tortuoso: l’inchiesta è partita nel 2008, ma fino alla fine del 2015 non è arrivata in tribunale. Dopo il passaggio dal gup, però il fascicolo ha viaggiato velocemente, vista la prescrizione che incombeva per buona parte dei reati (che si sono effettivamente prescritti). Ieri la sentenza che chiude la vicenda, con la coda di Monticelli che rivendicherà la sua estraneità ai fatti a Genova.

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