A settembre la nuova via Rinchiosa: il restyling comincerà dal centro di Marina
Gli enti competenti dovranno decidere se avviare subito la progettazione esecutiva del lotto più “cittadino” o attendere lo stanziamento del Ministero delle Infrastrutture che deve mettere sul tavolo altri 13 milioni di euro
CARRARA. Questione di mesi, anzi di settimane e poi la Regione stanzierà nero su bianco i 13 milioni di euro che si è impegnata a destinare al progetto Waterfront. Allora, e si parla di settembre, gli enti competenti dovranno decidere se avviare subito la progettazione esecutiva del lotto di via Rinchiosa, quello più “cittadino” o attendere lo stanziamento del Ministero delle Infrastrutture (che deve mettere sul tavolo altri 13 milioni di euro) per poi far decollare, in contemporanea, tutti i lotti della riqualificazione del litorale. L’iter del Waterfront, dunque, è prossimo a uno snodo importante, un passaggio che potrebbe imprimere un’accelerazione significativa ad almeno una parte delle opere da realizzare.
Lo ha spiegato il sindaco Angelo Zubbani alla commissione Attività Produttive di Fabrizio Giromella (Sel Sorridi Carrara). Dei 35 milioni necessari alla riqualificazione del litorale, 9 milioni sono già stati stanziati dall’Autorità Portuale, 13 devono essere messi a disposizione dal Ministero e altrettanti dalla Regione Toscana. L’amministrazione di Enrico Rossi approverà il bilancio a settembre: proprio nell’ambito di quella manovra dovrebbero essere “erogate” le risorse destinate al Waterfront. Questo significa che di qui a poco più di un mese potrebbe essere effettivamente disponibile oltre il 60% del finanziamento previsto. A quel punto gli enti interessati – i Ministeri, la Regione, l’amministrazione carrarese e l’Autorità Portuale – dovranno decidere se iniziare a “spendere” le risorse investendo subito sul primo lotto o se attendere la tranche del Ministero delle Infrastrutture, l'ultima che manca all'appello, per far decollare “contemporaneamente” tutto il Waterfront. «I cittadini chiedono di iniziare dalla zona più a ridosso del centro» ha osservato Federico Bonni (M5S) in un commento condiviso dallo stesso sindaco. In effetti il “primo lotto”, quello che prevede la riqualificazione dell’ultimo tratto di via Rinchiosa e del molo di ponente è il più atteso e al tempo stesso il meno controverso. E questo perché, riguarda la parte più “cittadina” del litorale, con opere sul parcheggio antistante la Caravella, sul molo e in particolare sulla diga foranea, che potrebbe essere finalmente trasformata in una vera passeggiata con vista sul mare e sulle Apuane. Interventi sui quali le obiezioni sono state davvero pochissime, anche nell’ambito dell’animato processo di partecipazione, a differenza di quanto accaduto sull’altra parte del progetto, quella relativa alla zona di levante tra viale Zaccagna e viale Colombo, che va a toccare la foce del Carrione e la logistica del porto. Scorporare l’avvio del Waterfront in due “tranches” velocizzerebbe almeno una parte dell’intervento, anche se i tempi resterebbero comunque piuttosto lunghi perché la progettazione è ferma alla fase preliminare (firmata dalla Studio Policreo di Parma) e solo per appaltare il progetto esecutivo, la cui stesura costerà circa 300 mila euro, ci vorranno diversi mesi di attesa.
Nel suo intervento in commissione, Zubbani ha fatto anche il punto dell’iter relativo all’Accordo di Programma per la zona industriale, riferendo l’esito degli incontri di fine giugno e inizio luglio. Per quanto riguarda il territorio, le novità più importanti riguardano la bonifica dell’area ex Enichem: «Syndial ha presentato finalmente un progetto credibile. Certo ci vorrà ancora del tempo ma intanto iniziamo a pensare a come utilizzare quelle superfici» ha dichiarato il sindaco, confermando la volontà di individuare la destinazione attraverso il Piano Operativo Comunale. E sempre parlando delle aree della Zona Industriale il sindaco ha confermato che il “vecchio” Consorzio è in fase di liquidazione e che a settembre ne verrà istituito uno ex novo, più efficiente e “agile”. «I soci non saranno più trenta, come in precedenza, ma solo cinque: Regione, comuni di Massa e di Carrara, Autorità Portuale e Camera di Commercio» ha annunciato Zubbani anticipando che a questo nuovo soggetto spetterà il compito di gestire le aree della zona industriale attualmente “disponibili”.
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