Attenzione
Sicurezza al monte: il direttore sia presente
Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro tra la Lega dei cavatori e Maura Pellegri (Asl) L’ingegnere minerario: «Il responsabile dovrebbe vigilare sempre durante i lavori»
CARRARA. Migliorare gli strumenti di prevenzione, aumentare i mezzi di soccorso, definire le modalità operative del direttore responsabile di cava che, ad oggi, «teoricamente può occuparsi di un numero illimitato di miniere». Sono i punti chiave dell’incontro tra una piccola rappresentanza della Lega dei cavatori e l’ingegner Maura Pellegri, responsabile prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro all’Asl, avvenuto nei giorni scorsi. «È stato un incontro molto proficuo in cui abbiamo avuto la possibilità di spiegare le nostre proposte in materia di sicurezza e in cui ci siamo accorti di una particolare attenzione che l'ingegnere ci ha dimostrato», racconta il presidente della Lega, Andrea Vannucci agli iscritti convocati in assemblea per fare proprio il punto dell’incontro. Presente anche l’ingegnere minerario Stefano Bianchini, che ha lavorato dieci anni a fianco di Maura Pellegri, nell’ufficio dell’Asl, invitato quindi per parlare di sicurezza.
Analisi del rischio troppo generico. La chiave di volta per poter risolvere il problema sicurezza sembra essere il miglioramento degli strumenti tecnici di prevenzione; per questo un punto molto importante affrontato con la Pellegri e su cui i cavatori della Lega hanno insistito è stato il documento di sicurezza e salute, vale a dire l’analisi di rischio prevista dalla normativa in materia di cave e miniere: «Un documento che deve essere redatto in modo meglio dettagliato perché deve essere valutata ogni singola cosa, ogni singola fase del processo lavorativo: adesso redatta in modo troppo generico e poco preciso», afferma Vannucci.
«Il direttore responsabile deve rimanere in cava». È della stessa opinione anche l’ingegnere Stefano Bianchini, il quale aggiunge poi un altro elemento molto importante: il ruolo del direttore responsabile a cui la legge assegna funzioni ben precise di pianificazione dell’attività lavorativa a cui però non impone alcuna modalità operativa permettendo così che un direttore responsabile possa occuparsi della sicurezza di un numero illimitato di cave: «Il direttore responsabile dovrebbe stare in cava con continuatività, deve essere presente per stare accanto al cavatore e rendersi conto restando in contatto con lui assiduamente, di quali siano le difficoltà, i pericoli, per esempio, nel lavorare alla macchina da filo: solo il cavatore che ci lavora e che sa usarla può dirlo; ma è impensabile che il direttore possa essere presente con frequenza in cava se ne deve seguire per esempio sessanta». Bisognerebbe cambiare la legge, suggerisce Bianchini, che spiega come il cavatore abbia un mestiere, delle conoscenze e delle competenze che purtroppo non gli sono ancora riconosciute e che invece sarebbero molto preziose per capire come migliorare le condizioni di lavoro.
Mezzi di soccorso scarsi. Altro tema toccato con la Pellegri è stato il tema del taglio agli automezzi di soccorso:i cavatori della Lega hanno chiesto che possa essere messo a disposizione un maggior numero di ambulanze «in modo che se si dovesse presentare l’emergenza di due infortuni contemporaneamente si possano entrambi soccorrere tempestivamente», continua Vannucci. «Adesso avete la possibilità di cambiare il sistema e di aiutare il processo di rinnovamento culturale in tema di sicurezza», osserva poi l’ingegnere Bianchini rivolgendosi all’assemblea. «È per questo che la Lega -fa presente Vannucci- deve raccogliere più voci possibili, per poter avere un sempre maggiore titolo rappresentativo e sostenere in modo più incisivo queste proposte presso le Istituzioni».
A questo proposito, la Lega ha chiesto alla Pellegri di poter presenziare all’incontro in programma tra la Asl e alcuni industriali carraresi e ha intenzione di chiedere al più presto un incontro con il presidente della Regione, mentre ne ha già domandato uno, una ventina di giorni fa, al sindaco Zubbani, per il quale stanno attendendo risposta.
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