Il dolore
Sagro, i numeri di Aleph Escavazioni
Dalla visura camerale (del 2014) emerge che la società ha 9 addetti e 2 soci
CARRARA. Ha iniziato ufficialmente la sua attività di escavazione di marmo e pietre il 20 maggio del 2013, con un capitale sociale di 10 mila euro, due soci, un amministratore e 9 addetti. Sono questi i “numeri” della Aleph Escavazioni la srl che estrae materiale lapideo da Cava Vittoria, ai piedi del Monte Sagro nel comune di Fivizzano. Si tratta del sito finito alla ribalta delle cronache locali nell’ambito del dibattito sulla sostenibilità delle due cave e sul ritorno dei camion del marmo a Carrara.
Com’è noto Provincia di Massa-Carrara, ente Parco e i Comuni di Fivizzano e di Carrara hanno annunciato l’intenzione di siglare un protocollo per “salvare” le due attività estrattive poste alle pendici del Sagro, e i loro addetti. A causa dei problemi alla viabilità per Fosdinovo e del divieto di transito ai camion delle scaglie su Carrara, da tre anni le due cave non smaltiscono detriti, in violazione alle norme vigenti che impongono la rimozione dal monte degli scarti della lavorazione.
E così a fine 2015 è arrivato il diktat di Arpat e la sospensione di una delle due attività, la Castelbaita Fratteta della Walton srl (attualmente tutte le cave sono sospese). Il provvedimento ha mobilitato istituzioni, enti e politica, tanto che a dicembre il sindaco di Carrara Angelo Zubbani si è presentato davanti ai consiglieri comunali per “tastare il terreno” sulla possibilità di riaprire le strade della città ai mezzi pesanti provenienti da quel sito. È nato un protocollo d’intesa, tra provincia, Ente Parco e i Comuni di Fivizzano e di Carrara che prevede la realizzazione di una via di arroccamento interna alle cave che colleghi la zona del Morlungo ai piedi del Sagro a Torano e da lì consenta ai camion di immettersi sulla viabilità riservata al trasporto del lapideo, fino alla Strada dei Marmi. In attesa della costruzione di questa nuova arteria, Carrara riaprirà le sue porte ai bisonti del lapideo ma – ha garantito il sindaco Zubbani - «per soli sei mesi, per evitare la chiusura delle due attività e salvare 40 posti di lavoro». Con il primo cittadino si è schierata la maggioranza del consiglio comunale e la Cgil, mentre tra i contrari al protocollo si annoverano oltre al fronte ambientalista e all’opposizione consiliare la Cisl. Uno dei punti di scontro è sicuramente quello delle ricadute occupazionali e ambientali delle due attività. Oltre alla Walton, ai piedi del Sagro scava anche la Aleph Escavazioni srl. Secondo la visura camerale del 24 marzo 2014, la società è controllata al 25% da Fabrizio Santucci e al 75% da Lucio Boggi che risulta essere anche l'amministratore unico della srl. Boggi, com’è noto è consigliere comunale e provinciale, eletto in quota Pd.
Sempre secondo i dati disponibili in Camera di Commercio, la Aleph lavora Cava Vittoria, in località Sagro nel comune di Fivizzano nell’ambito dell’estrazione di pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia. L’attività è iniziata nel maggio del 2013 e, circa un anno dopo, nel marzo del 2014, contava 9 addetti.
Dalla visura risultano anche, al 31 dicembre 2014 debiti verso gli istituti di previdenza e di sicurezza sociale per 122.817 euro (Inps) e 44.864 euro (Inail): si tratta di debiti «rilevati sulle retribuzioni, anche differite, dei dipendenti per i quali è già stata avanzata una dilazione».
In capo alla società risultano inoltre 10.029 euro di “altri debiti” verso il Comune di Fivizzano, a titolo di Tassa Marmi.
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