La manifestazione
Bimbi malati dopo il bagno al mare
Numerosi i casi di otite, febbre alta e vesciche in tutto il corpo. Ma Asl rassicura: «Patologie normali durante l’estate»
CARRARA. «Normalmente andiamo al fiume. Questa volta siamo andati al mare e adesso mio figlio sta prendendo antibiotici. E pensare che non si ammala mai». Federica è la mamma di un bimbo di undici anni di Carrara a cui, una settimana fa, sono comparse vesciche su tutto il corpo dopo aver fatto il bagno al mare. Erano in una spiaggia vicino alla foce del Brugiano, a Massa, dove insiste il divieto di balneazione permanente per «motivo igienico-sanitari», come si legge nel sito di Arpat. «Il mare era pieno di persone; nessuno ci ha detto che non potevamo fare il bagno e non c’erano cartelli», accusa la donna.
Ma non è l’unico caso. Un’altra mamma ha visto comparire le bolle sul corpo del figlio, anche lui undicenne, dopo un bagno al mare; questa volta a Marina di Massa, vicino al pontile. I casi più frequenti (segnalati alla nostra redazione) tuttavia sono quelli di otite e febbre alta. «Non eravamo vicino a un divieto di balneazione - racconta una mamma - Eravamo a Marina di Carrara, più o meno vicino al bagno Paradiso. A mia figlia è venuta una otite talmente forte, che è svenuta dal dolore e adesso sta facendo una cura di penicillina. Quando sono andata al pronto soccorso - continua - mi hanno detto che dipendeva da un batterio del mare». Altri bimbi, a cui è venuta febbre alta, avevano fatto il bagno vicino alla foce del Parmignola, a Carrara. Anche qui c’è un divieto di balneazione permanente.
Altri divieti permanenti si trovano alla foce della Fossa Maestra, per quanto riguarda Carrara, alla foce del Brugiano, a Massa, e alla foce del Versilia, a Montignoso. Per il resto, la qualità dell’acqua nella costa apuana, stando alle analisi di Arpat, risulta essere “eccellente”, ad esclusione della zona del Magliano dove è “scarsa”. «Ma noi - chiariscono dall’ufficio stampa dell’Agenzia - analizziamo la presenza di Escherichia coli, che non provoca patologie di questo tipo, ossia febbre o bruciature, ma al massimo dissenteria». Il 20 luglio Arpat ha fatto analisi anche per la ostreopsis ovata, la cosiddetta alga tossica, rilevando il superamento dei parametri in alcuni punti della costa (vedi articolo sotto), ma secondo Asl, non è collegabile alle patologie presentate nei bimbi. Come riferisce infatti Asl, effetti sulla salute si possono presentare a seguito di inalazione o contatto diretto, soprattutto nella forma di una sindrome influenzale, febbrile- respiratoria, associata o meno a dermatiti o congiuntiviti. E in ogni caso l’effetto passa in un paio di giorni.
E allora qual è la causa di queste patologie? Secondo la dottoressa Rosa Maria Luzzoli, del dipartimento di prevenzione dell’Asl «è verosimile che la causa sia da ricercare altrove - dice - come ad esempio: eccessiva esposizione ai raggi solari, durata eccessiva dei bagni in mare e/o ingestione di acqua salata, trasmissione del contagio da virus Coxsackie e/o Enterovirus responsabili della malattia mani-bocca-piedi, patologia che colpisce principalmente i bambini e che si manifesta con bollicine o piccole vescicole rosse, febbre lieve, diarrea, dolori addominali, cefalea e mal di gola e che ha decorso benigno e che solitamente si risolve in 5 ai 6 giorni». «Questi casi sono frequenti durante il periodo estivo - spiega Vasco Merciadri, noto medico omeopata del dipartimento di igiene e prevenzione dell'Asl (adesso in pensione) - La spiaggia è affollata, più sporca e piena di batteri. Non si può certo dire, però, che il mare sia completamente pulito: i nostri fiumi sono dei ruscelli e non riescono a diluire l’acqua che arriva dal depuratore. La soluzione potrebbe essere portare l'acqua depurata a largo, ma come si fa? È impensabile».
Anche Giovanni Nannini, pediatra di Carrara, chiarisce che «non c’è nessun incremento rispetto allo scorso anno. I casi otiti e di febbre ci sono quest'anno come lo scorso anno. Di bimbi con bolle sul corpo, invece, io, ne ho avuto uno solo. Se i bimbi andassero in spiaggia solo dalle 8 alle 10 e dopo le 17 - spiega il medico - di casi ce ne sarebbero meno». La prevenzione prima di tutto, quindi. Dall'Asl invitano comunque i genitori a rivolgersi direttamente all'azienda per eventuali segnalazioni di problematiche di salute attribuite a«contaminazioni marine al fine - fanno sapere - di attivare eventuali interventi del caso».
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