Il Tirreno

Un laboratorio di cocaina dietro casa

Un laboratorio di cocaina dietro casa

I fratelli di nazionalità marocchina gestivano tutto a livello familiare ma il via vai di persone ha insospettito i vicini ed è intervenuta la polizia

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MASSA CARRARA. Il laboratorio della cocaina era nascosto in Lunigiana, in una abitazione di un insospettabile borgo. A scoprirlo, dopo una rapida indagine, la squadra mobile di Massa Carrara. Gli uomini di Antonio Dulvi Corcione da tempo si stanno dedicando alla prevenzione e alla repressione dell'attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. E giovedì sera le attenzioni si sono rivolte in Lunigiana, con un’operazione che si è conclusa con la denuncia di un cittadino marocchino per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Il la all’inchiesta lo avevano dato le segnalazioni giunte ad alcuni operatori di polizia in base alle quali era emerso il sospetto che un gruppo di nordafricani, tutti parenti, fossero impegnati in non meglio precisati traffici illeciti. Le indagini svolte hanno permesso di comprendere che, con ogni probabilità, i giovani in questione erano impegnati nel traffico e nella cessione di stupefacenti, intuizione confermata non appena gli specialisti della sezione narcotici della Squadra Mobile hanno esaminato il caso e riconosciuto il tipico modus operandi degli spacciatori di medio livello. Così è scattato il controllo dei componenti del nucleo familiare: sono state perquisite diverse abitazioni, situate in uno dei caratteristici piccoli borghi della zona montana della provincia, concentrandosi, in particolare su una, utilizzata dai giovani, e considerata base sicura.

Certi di non essere nel mirino delle indagini, i trafficanti custodivano le sostanze stupefacenti (cocaina ed hashish), rinvenute in modesta quantità, nei mobili della camera da letto e nel bagno della casa, senza tuttavia occultarla, come talvolta accade, in intercapedini e nascondigli. Durante la perlustrazione della casa, inoltre, è stato rinvenuto, questa volta in una piccola stanza seminascosta, un laboratorio attrezzato per il confezionamento degli stupefacenti, all'interno del quale sono stati trovati scarti di lavorazione e involucri da imballaggio per la preparazione delle dosi. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e uno dei fratelli, che è risultato il possessore di stupefacenti e materiale da confezionamento, è stato denunciato.

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