Lutto
«Morto in ambulanza si faccia chiarezza» Denuncia di Mugnai
AULLA. Torna d’attualità la gestione dell’emergenza sanitaria in Lunigiana. Ad accendere i riflettori sul tema è il consigliere regionale Stefano Mugnai (Forza Italia), vice presidente della...
AULLA. Torna d’attualità la gestione dell’emergenza sanitaria in Lunigiana. Ad accendere i riflettori sul tema è il consigliere regionale Stefano Mugnai (Forza Italia), vice presidente della commissione sanità. Il consigliere ha presentato, infatti, un’interrogazione in cui chiede alla giunta regionale chiarimenti sulla sanità lunigianese e su un caso specifico. Nell’atto riferisce, infatti, di un aullese morto in ambulanza per una crisi respiratoria: «Il figlio di un ammalato di Aulla, in crisi respiratoria, avrebbe chiamato il 118 per soccorrere il padre chiedendo l’attivazione di medico che potesse partecipare ai soccorsi. La centrale operativa del 118, avente sede a Viareggio, avrebbe inviato un’ambulanza munita di due volontari e non del medico, così come richiesto dall’utente. Il paziente sarebbe stato trasportato all’ospedale di Pontremoli, ma durante il tragitto a causa di un arresto cardiaco sarebbe arrivato al nosocomio lunigianese privo di vita».
L’interrogazione segue quella presentata poche settimane fa all’assessore regionale Stefania Saccardi proprio sulla collocazione del 118 di Aulla. «Nella risposta, data direttamente dalla direttrice generale dell’Asl, leggiamo che presso il Pet (punto di emergenza territoriale) di Aulla - così scrive Nicola Biglioli di Forza Italia di Aulla - lavorano 6 unità 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tenute a svolgere compiti primari come missioni di emergenza e a collaborare assieme al medico per le prestazioni ambulatoriali. Questi compiti sono classici per chi lavora nel 118, ma proseguendo nella risposta si legge che a queste mansioni è stata aggiunta un’altra collaborazione, quella del Cronic Care Model della Casa della Salute di Aulla, progetto che è servito per poter reintegrare l’infermiere notturno. Tale progetto, però, non rientra nelle mansioni dell’infermiere del 118, perché la giunta regionale - prosegue Biglioli - impegna in questo progetto gli infermieri territoriali e non quelli del 118: infatti, questo progetto è stato un flop».
Il punto di emergenza territoriale è stato spostato per potenziare il poliambulatorio, così da avere anche una buona integrazione con la Continuità Assistenziale (Ex Guardia Medica), cosa che, secondo Biglioli, non sarebbe avvenuta, «poiché il medico di guardia manda gran parte dei pazienti al medico del 118».
Critiche anche sugli spazi: «La direttrice generale - continua Biglioli - scrive che sono a norma, forse non sa che il servizio di prevenzione dell’Asl ha fatto una relazione scritta in cui evidenzia che la metratura dell’ambulatorio non è a norma. Dunque, arrivati a questi punti, la Regione dov’è? L’assessora Saccardi sa benissimo la situazione, sa che l’infermiere fu tagliato in base ad una presunta legge regionale, dove non veniva nemmeno menzionato nessun taglio di personale, ma bensì un potenziamento delle zone montane».
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