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L’ombra del racket per troppi casi ancora irrisolti

L’ombra del racket per troppi casi ancora irrisolti

Non lo dice apertamente il capo della squadra mobile, Antonio Dulvi Corcione, ma è chiaro che il sospetto che dietro questo incendio ci sia il racket è forte. Tutto di matrice cinese, visti i roghi...

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Non lo dice apertamente il capo della squadra mobile, Antonio Dulvi Corcione, ma è chiaro che il sospetto che dietro questo incendio ci sia il racket è forte. Tutto di matrice cinese, visti i roghi avvenuti negli ultimi mesi nella provincia apuana. Troppi per non essere collegati tra loro, troppi per definirli casuali. Al bazar Lilai del centro Tuscania di Avenza due incendi negli ultimi tredici mesi. Il secondo dopo che avevano riaperto i battenti da appena un mese prima , ricostruendo ex novo il loro negozio andato in fiamme nella notte tra il 16 e il 17 marzo del 2015. Un messaggio diretto ai gestori di Lilai o il tentativo di scoraggiare le attività cinesi che sempre più spesso aprono sul territorio? Stessa domanda che si fanno a Massa per quest’ultimo episodio. Insomma, l’indagine potrebbe portare alla soluzione anche di altri episodi che non sono ancora stati chiariti del tutto.

La squadra mobile intanto ha acquisito i filmati ripresi dalle telecamere che si trovano in viale della Stazione: la speranza è che si possa vedere qualcosa che possa dare una mano a trovare i colpevoli.

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