Sicurezza
Ecco Giotto, utensile rivoluzionario
La Nicolai Diamant ha presentato la novità mondiale: più efficienza meno impatto ambientale
CARRARA. La sua messa a punto è durata oltre un anno tra test e ricerche ma alla fine è riuscito a convincere anche le severissime aziende del distretto apuano del lapideo che, quando si parla di lavorazione del marmo, sono davvero esigenti. Lui si chiama “Giotto” ed è il nuovo utensile per la creato da Nicolai Diamant. In azienda si parla apertamente di una "rivoluzione" destinata a cambiare la filiera del lapideo, rendendola più efficiente e meno impattante dal punto di vista ambientale. L'entusiasmo insomma è alle stelle anche perchè, proprio in questi giorni, Giotto sta debuttando su scala globale, in concomitanza con la Iran Stone Exhibition, la fiera del settore che si sta tenendo a Teheran. Forte di una tradizione lunga 40 anni e di una leadership su scala globale nella realizzazione di strumenti per la lucidatura e rifinitura dei materiali lapidei, Nicolai Diamant ha presentato al mondo la sua ultima fatica. Si tratta di un utensile diamantato di ultima generazione ideato e progettato per migliorare le performance produttive delle aziende di lavorazione, che permetterà di diminuire notevolmente l'impatto ambientale generato dagli scarti di lavorazione degli abrasivi solitamente usati. Non solo: gli abrasivi tradizionali hanno una longevità limitata a qualche ora, mentre Giotto è efficace per circa un mese, riducendo così in modo drastico la necessità di fermare le macchine per sostituire gli utensili usati. Questa durata “estesa” permette una catena produttiva più efficiente e veloce ma anche un minor impiego degli abrasivi tradizionali, con una diminuzione della produzione di fanghi. «Dopo i test realizzati possiamo affermare con certezza che con Giotto migliora anche la qualità della lucidatura delle lastre, che acquistano in brillantezza e luminosità» garantisce Miller Ganapini, direttore commerciale della Nicolai Diamant che insieme al suo presidente Franco Nicolai, ha tenuto a battesimo l’ultimo nato in azienda. Un risultato apprezzato anche dal Presidente di Confindustria Marmomacchine, Stefano Ghirardi, che ha sottolineato: «Sviluppo e ricerca sono driver decisivi che da sempre connotano il nostro made in Italy e costituiscono fattori chiave per raggiungere il successo in un mercato sempre più competitivo ed esigente».
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