Attenzione
Distretti, lavori e traslochi in stand by
Niente cantieri in via Bassa Tambura, niente sede per Marina. E ad Avenza siamo ancora in fase di progettazione
MASSA CARRARA. La chiamano sanità territoriale per distinguerla da quella ospedaliera. Perché se all’ospedale vai nella fase acuta della malattia, le patologie croniche una risposta devono trovarla, appunto, nel territorio. Nei distretti, nelle Case della salute. È lì che bussi per un appuntamento ambulatoriale, per il controllo di una malattia con cui convivi da anni, per la convalescenza post operatoria, per le analisi. E se la risposta sul territorio è lenta, beh allora la porta a cui tutti bussano è quella dell’ospedale. Del pronto soccorso, in particolar modo.
E la sanità territoriale da queste parti non se la passa troppo bene: i servizi, quelli, ci sono tutti, ma le strutture invece faticano. Quelle vecchie non si rinnovano, le nuove non sorgono. E la questione, ahimè, è sempre la stessa: soldi che mancano o arrivano con il contagocce. Risultato: i distretti sanitari di passi avanti non ne fanno, lavori fermi o in stand by, progetti ancora in corso d’opera, sedi da individuare. Qualche finanziamento certo c’è, ci sono quelli, messi nero su bianco, con l’accordo di programma del maggio 2013: 1,8 milioni per la sanità territoriale massese, per il distretto di via Bassa Tambura, 3 milioni per quello avenzino alla scuola Da Vinci. Ma anche da quelle parti di lavori in corso non ce ne sono.
Via Bassa Tambura. A Massa, tra proposte e polemiche, il dado è tratto: il distretto è -e rimane - in via Bassa Tambura. Lì alcuni interventi sono stati eseguiti per ospitare i medici di famiglia, all’interno della Casa della Salute. Rimessi a nuovo anche centro prelievi e Cup. Solo una parte, però, delle opere preventivate perché in ballo - z fare il punto è la dottoressa Monica Guglielmi, responsabile della sanità territoriale nell’ex Asl 1 - c’è la sistemazione di tutta l’area consultoriale e dell’impiantistica.
Un risultato importante il distretto di via Bassa Tambura lo ha ottenuto: ha conservato la radiologia di cui era previsto il trasferimento.
Un punto di forza e un «obbiettivo raggiunto che consente - ci tiene a sottolinearlo il sindaco Volpi - di fare della Casa della salute una Casa della salute complessa». Obbiettivo che richiede, però, alcuni lavori di ridefinizione degli spazi. E anche quelle opere sono in stand by. Insomma, di cantieri aperti in via Bassa Tambura non se ne vedono.
E Marina aspetta ancora una sede. Migliorabile o meno, quella di via Bassa Tambura è l’unica Casa della Salute in quel di Massa perché a Marina neppure si è scelta una sede. In ballo - ormai da più di un anno - ci sono due ipotesi: via Modena (per una superficie complessiva di 250 metri quadrati) o via Serchio, traversa di via Pisa, in cui la metratura è più ampia (400 metri circa), ma la posizione più defilata. Anche se - spiega Monica Gugliemi - «una decisione ufficiale non è stata presa». Non c’è Casa della Salute e rimangono il centro prelievi alle vetrine del Brugiano (rimarrà anche all’apertura del nuovo distretto) e quello alle Villette (di cui è invece prevista la chiusura). Insomma, in quel di Marina è ancora tutto in alto mare.
Avenza se la passa male. Il tema distretti è caldo anche oltre Foce. Ad Avenza, i servizi ospitati al piano terra della Da Vinci, dopo lunga convivenza con scuola media e triennio del liceo scientifico, attendono si allargarsi al piano superiore. Gli spazi, fatti i bagagli gli studenti, sono liberi dal 1° gennaio, ma di trasloco neppure a parlarne, se ne parlerà, se va bene, tra un anno e mezzo, forse due: «È in aggiudicazione - a fare il punto è la dottoressa Guglielmi - la progettazione».
Insomma, c’è da affidare il progetto, da farlo, quindi da bandire una nuova gara per i lavori, da espletarla. Poi apriranno i cantieri per realizzare le opere. Tempi non brevissimi - li definisce la responsabile Asl - che promette comunque impegno per un’accelerazione.
La Casa della saluta nell’immobile da alienare. A Carrara centro la Casa della Salute c’è, ma è in una palazzina, in piazza Sacco e Vanzetti, che l’Asl ha inserito nel piano di alienazioni. L’immobile va venduto e i servizi che ospita devono esser trasferiti a pochi metri di distanza, al Civico, dove i lavori di ristrutturazione sono stati realizzati da poco. Lì oggi c’è la ginecologia e il centro mammografico che dovrebbero trovar casa al Monoblocco. Per ora, però, di traslochi non se ne sono fatti e, vendita o non vendita, in piazza Sacco e Vanzetti tutto è fermo.
Vero che i servizi sanitari distrettuali vengono garantiti, altrettanto vero però che se la struttura è idonea, l’erogazione di quei servizi diventa più agevole. Per chi lavora e per l’utente.
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