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Anti Gaia, il fronte dei comitati si spacca

Anti Gaia, il fronte dei comitati si spacca

Rivieri e la Angeli: demenziale non pagare le bollette, così si rischiano cause. E le firme sono inutili

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MASSA. Il fronte si spacca, la lotta ingaggiata contro il gestore del servizio idrico non è condotta da un battaglione unico e unito. Da una parte il comitato “Acqua alla gola”, forte di 20.000 firme e di partecipate manifestazioni, dall’altro il comitato “No Gaia” che la battaglia l’ha ingaggiata dalla prima ora, portando i cittadini dal sindaco e promuovendo incontri e dibattiti.

Che la frattura ci fosse era evidente perché Mauro Rivieri, membro del comitato e presidente di “Massa città Nuova” i colleghi di “Acqua alla gola” li ha accusati più volti di aver prestato il fianco alla politica. Adesso però quella frattura si evidenzia e calcifica con una presa di distanza netta dalla proposta formalizzata proprio da “Acqua alla gola” di non pagare - o di pagare solo in parte - le bollette di Gaia. Proposta che “No Gaia” definisce «demenziale».

«È una proposta che non possiamo accettare - scrivono Mauro Rivieri e Manuela Angeli, del comitato “No Gaia” - il primo motivo è il reale rischio che gli utenti non paganti possano ricevere una serie di denunce dalla società con richiesta milionaria di risarcimento dei danni subiti a causa di un significativo mancato introito, oltre l’applicazione del calcolo degli interessi e il distacco dell’ erogazione dell’acqua per morosità, strumento, ad oggi, previsto dal regolamento di Gaia... Crediamo- proseguono - che l’unica soluzione per superare le problematiche di Gaia sia quella di portare il Comune fuori dalla società, demandando tutte le competenze gestionali ad una società in house di proprietà comunale».

E ancora sulla proposta di non pagare: «Il rischio di forti ripercussioni nei confronti dei cittadini sarebbe ancora di più reale, se si pensa che il nostro Comune anche se socio al 20%, è uno dei 48 comuni soci che non esiterebbero a presentare denuncia contro i morosi per procurato danno con tanto di richieste di risarcimento». Poi un’attacco frontale anche sulla raccolta firme: «La fiducia è una cosa seria e fino ad oggi il comitato che propone lo sciopero delle bollette, non ha dimostrato di essere affidabile, infatti, avevamo più volte anticipato che la raccolta firme non sarebbe servita a nulla, se non come strumento da campagna elettorale per i promotori, altrimenti, con ben 20.000 firme dovremmo già essere usciti da Gaia e invece la società si è rinforzata con tanto di rinnovo del presidente e consiglio di amministrazione. Pensiamo, contrariamente a quanto dichiarato dal Difensore Civico Regionale che da Gaia si possa uscire, ma non senza problemi e sofferenza e per questo motivo inviteremo l’ amministrazione, con l’ordine del giorno presentato dal consigliere Stefano Benedetti, ad avviare un percorso serio affidando anche una consulenza a professionisti esterni per valutare l’iter da seguire per uscire dalla società con meno danno possibile a nostro carico. Prendiamo atto della volontà di voler istituire uno sportello all’interno del comune come richiesto da Manuela Angeli e auspichiamo maggiore unità d’intenti tra i comitati e le associazioni per arrivare all’uscita definitiva da Gaia».

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