Il Tirreno

Campo dei Pini in abbandono Parte l’ultimatum del Comune

Campo dei Pini in abbandono Parte l’ultimatum del Comune

Lavori fermi da tre anni allo “stadio” di Marina, erbacce invece dell’erba sintetica E adesso l’amministrazione minaccia di rompere la convenzione con la Portuale

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CARRARA. Dimenticato da tutti, emblema di come non dovrebbero andare le cose nella politica “sportiva”, il campo dei Pini è ancora lì. Chiuso, inagibile, con il terreno di gioco coperto da erbacce alte un metro, con gli spogliatoi in rovina. Da tre anni, ormai. Tre anni di esodo forzato per la “gloriosa” Marina La Portuale, (categoria Eccellenza) costretta a giocare anche nei turni casalinghi su campi presi a prestito (a Romagnano, alla Covetta), tre anni in cui anche il settore giovanile – i ragazzini che sognano un futuro da camioni o più semplicemente si divertono a tirare calci a un pallone – devono fare gli allenamenti in impianti presi a prestito qua e là. Una diaspora dello sport minore che nasce da un progetto mai realizzato. Quello di ristrutturare l’intero stadio dei Pini e di dotarlo di un terreno in erba sintetica.

Ma adesso siamo a una svolta. Pare. Il Comune, proprietario dell’impianto sportivo, affidato in concessione alla Portuale per vent’anni, ha lanciato una specie di ultimatum alla società calcistica marinella: il campo deve riaprire, per la prossima stagione vogliamo vedere le squadre in campo e dunque il terreno di gioco agibile, sia esso di sintetico o del più tradizionale manto di erba autentica.

Dagli uffici del settore sport è partita nei giorni scorsi una lettera che obbliga, appunto, i gestori a rimettere ordine all’impianto a renderlo utilizzabile. E l’assessore allo Sport Dante Benedini annuncia: «A settembre il campo dei Pini dovrà essere funzionante, utilizzabile dalle squadre». Vedremo. Ricordiamo che lo scorso novembre, cioè 9 mesi fa, ci fu un sopralluogo al campo da parte dei tecnici comunali al termine del quale l’assessore allo Sport e ai Lavori pubblici Dante Benedini, rassicurò: «Problemi superati, i lavori al campo di Marina ripartono a giorni». Invece, niente, la ruspa, che campeggiava a centrocampo è rimasta lì e così i cumuli di terra sul terreno di gioco: l’intervento non è ripartito. Stavolta, però, palazzo civico usa l’arma persuasiva della revoca della concessione: se la società Marina La Portuale non rispetterà gli accordi, il Comune si riprenderà il campo.

Intanto, merita cercare di capire perchè lo “stadio” dei Pini è finito così male. E la ragione va rintracciata proprio in quegli accordi stipulati nel 2013 da Portuale e Comune. Il patto era in sostanza questo: la società calcistica si impegna a realizzare il nuovo campo in sintetico e il rifacimento di spogliatoi e servizi; in cambio il Comune versa 20mila euro l’anno per vent’anni per sostenere le attività della Portuale. Il costo dell’operazione di rifacimento campo è di 480mila euro, il cantiere è affidato alla società Icet di Pistoia. Tutto sembra ok: un forte impegnodella società per rinnovare l’impianto, un generoso aiuto del Comune – che comunque resterà proprietario della struttura – che si impegna ad elargire 400mila euro siappure in 20 anni. La convenzione viene firmata nel maggio 2013 e in estate, proprio nel luglio di 3 anni fa, ci sono i primi sbancamenti del campo e le prime opere di demolizione. Il problema però, è che la Marina La Portuale non riesce a trovare i finanziamenti. Il Credito sportivo, cioè la “cassa” che eroga mutui per questo tipo di interventi, dice no alle richieste della società. E tutto si ferma. Tutto, o quasi: in questi tre anni, comunque, la convenzione Comune-Portuale è rimasta “in essere” e il Comune ha eregolarmente versato quei 20mila euro annui che sono alla base dell’accordo.

Uscire dall’impasse appare ora difficile. Dice Piero Marchini, coordinatore di Rifondazione comunista a Marina: «La responsabilità dell’accaduto è anche di chi ha permesso la distruzione del campo prima che fosse certa una sua ristrutturazione, cioè, io ti do il permesso di fare i lavori ma demolisci quando inizi e sei a posto con tutti gli adempimenti necessari. Che, in un paese civile, è una prassi normalissima». Probabilmente, ha ragione. Ma ormai il danno è fatto e il massimo che ci si può augurare per la prossima stagione è un ripristino “alla meglio” del campo con terreno in erba (e sabbia) per riaprire così il “mitico” stadietto di Marina.

Claudio Figaia

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