Il Tirreno

«Andrà alla Croce Bianca il punto di primo soccorso»

di Gianluca Uberti
«Andrà alla Croce Bianca il punto di primo soccorso»

Il direttore generale dell’Asl avanza due proposte operative per il 118 aullese Una di queste non prevede la copertura del turno infermieristico notturno

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AULLA. E' a una svolta la situazione del 118 aullese, ospitato presso la Casa della Salute di Aulla, il poliambulatorio, da tempo nell'occhio del ciclone per l'esiguità degli spazi a disposizione dell'utenza, le cui proteste paiono avere smosso le acque. Infatti, ora ci sono due ipotesi sul tappeto per dirimere la questione ed a formularle è il direttore generale dell'ASL Toscana Nord Ovest, Maria Teresa De Lauretis: entrambe le proposte prevedono che venga nuovamente coinvolta la sede della Pubblica Assistenza "Croce Bianca" di Aulla, nelle vicinanze del campo sportivo "Quartieri", ma se una di queste contempla il mantenimento dell'infermiere notturno a bordo dei mezzi, l'altra ne sancirebbe nuovamente la perdita. «Il dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi - scrive Maria Teresa De Lauretis - relativo agli spazi definiti "angusti" dell'ambulatorio in cui si trova ad operare il personale medico-infermieristico del Punto di Primo Soccorso del P.E.T. 118 aullese, la cui sede è ubicata, dal marzo dello scorso anno, presso la Casa della Salute di Aulla, ci ha spinto ad una doverosa riflessione ed a raccogliere le legittime rimostranze degli utenti, verso i quali abbiamo precisi doveri di chiarezza e che costituiscono, peraltro, un bacino di utenza di circa 25mila abitanti, portandoci ad ipotizzare due possibili provvedimenti rapidamente eseguibili in attesa di soluzioni migliori quando si renderanno disponibili altri spazi».

Il direttore generale dell'ASL, prima di entrare nel merito delle proposte, però fa notare che «la finalità dei Punti di Primo Soccorso situati all'interno dei Punti di Emergenza Territoriale del sistema 118 è quella di ridurre l'accesso di cittadini affetti da lievi patologie ai Pronto Soccorso Ospedalieri», elencando le leggere sintomatologie che possono essere trattate presso un Punto di Primo Soccorso: congiuntivite; corpo estraneo congiuntivale; patologie prime vie aeree; otalgie; dolore articolazione temporo - mandibolare; dolore alveolo - dentario; gengivo - stomatite; costocondrite; ingestione di corpo estraneo; gastroenterite non complicata; cistite; ritenzione urinaria; dolore mestruale; dolori muscolari; contusioni e distorsioni minori; sintomatologie algiche osteo - articolari; lacerazione semplice; profilassi antitetanica; suture di brevi ferite (lineari e non estetiche); punture da animali marini ed insetti; ferite superficiali da non suturare; abrasioni; dermatiti da contatto; ustioni da mezzi fisici e chimici, fino al 2° grado, di piccola estensione; orticaria; crisi di panico.

Ma ecco la prima ipotesi: essa prevederebbe lo spostamento del solo ambulatorio del Punto di Primo Soccorso presso la sede della Pubblica Assistenza "Croce Bianca" di Aulla, con la sede del P.E.T. che resterebbe presso la Casa della Salute.

«Questa soluzione - prosegue De Lauretis - consentirebbe di avere locali più ampi per il PPS e di mantenere il turno infermieristico notturno, poiché l'equipaggio medico/infermiere su automedica rimarrebbe all'interno della Casa della Salute e, quindi, questa figura professionale, che è attualmente sostenibile solo grazie ad un finanziamento che ne prevede un utilizzo integrativo nel "chronic care model" (un modello di assistenza medica dei pazienti affetti da malattie croniche che può essere operativo solo presso la Casa della Salute), non verrebbe messa in discussione». La seconda ipotesi, invece, prevederebbe lo spostamento di tutto il personale del P.E.T. (medico ed infermiere dell'automedica) e dell'ambulatorio del PPS presso la sede della Pubblica Assistenza di Aulla, ove già opera l'altro medico 118 dedicato al trasporto assistito della Lunigiana: «Ciò comporterebbe, però, la perdita dell'infermiere notturno a bordo dei mezzi, con il ritorno, quindi, ad un assetto che vede l'automedica con medico + infermiere solo in orario diurno e un'ambulanza con medico a bordo in orario notturno» conclude il direttore generale dell'ASL.

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